mimosa Manifestazione Regionale - Tra la festa, il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta

SABATO 8 MARZO 2008

 

TRA LA FESTA, IL RITO E IL SILENZIO, NOI SCEGLIAMO LA LOTTA

 

Contro la pretesa di controllo sui nostri corpi contro la riduzione della differenza femminile a funzione materna per far valere l'autorità delle donne non solo su procreazione e sessualità ma sulla politica

 

invitiamo tutte le donne alla

MANIFESTAZIONE REGIONALE

in

PIAZZA MATTEOTTI a UDINE

dalle ore 16:30 alle 19:30

 

 

Manifesto della manifestazione

 

In occasione di una giornata storica per il movimento delle donne, prendiamo pubblicamente la parola per denunciare il degrado del clima culturale e politico che si è delineato nel nostro Paese, in cui le ingerenze aggressive delle gerarchie ecclesiastiche, la pochezza delle riposte del ceto politico e il venir meno di uno spazio pubblico connotato dalla laicità tendono a corrodere l'autonomia e la libertà delle donne. Sui temi cruciali della riproduzione, della sessualità, delle relazioni affettive si esprime infatti un tentativo autoritario di controllo che mette insieme le istanze dell'integralismo religioso e del dominio patriarcale e che fa del corpo delle donne un terreno di scontro elettorale e di esercizio maschile del potere.

I diritti civili acquisiti in un quarantennio di lotte, l'irreversibile affermazione della soggettività femminile ci portano ad affermare che:

  • le donne non abdicano alla loro autodeterminazione e sul terreno della procreazione rivendicano la loro capacità di compiere scelte responsabili e coerenti
  • la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza - che dalla sua emanazione ad oggi ha dimezzato il numero degli aborti in Italia - va difesa e attuata pienamente per quanto riguarda il potenziamento dei consultori, la diffusione della contraccezione e la promozione della salute delle donne.
  • nelle strutture sanitarie pubbliche deve essere garantita la presenza di personale medico e paramedico che possa assicurare il rispetto della legge 194, per evitare che si determinino situazioni simili a quelle riscontrate all'ospedale di Udine in cui, a fronte di 13 obiettori, ad un unico medico vengono affidate le interruzioni volontarie di gravidanza (dati dicembre 2007) - va introdotto e promosso l'utilizzo della RU 486 ed anche della pillola del giorno dopo in pieno rispetto della legge 194 che prevede "l'uso di tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza."
  • è necessario mettere in discussione e ripensare la pratica dell'obiezione di coscienza dei medici, che non può vanificare od ostacolare la scelta delle donne che vogliono avvalersi della legge 194.

 

Respingendo ogni vittimismo, riaffermiamo la libertà di decidere delle nostre vite e la centralità della nostra parola sulla scena pubblica.

 

Rete delle Donne del Friuli-Venezia Giulia per l'Autodeterminazione

 

 

 

 

 

 

 

 

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