DONNE, LAVORO, TRASFORMAZIONE

 

La donna nel lavoro è questione complessa e lontana da una raggiunta parità di diritti.

La presenza molto consistente delle donne nei processi di nuova industrializzazione dei paesi del Sud; la “messa al lavoro” del mondo della riproduzione; l’alta incidenza di disoccupazione e precariato a carico delle donne, di gran lunga maggiore che per gli uomini; sono tra le questioni intorno a cui, traendo spunto dalle riflessioni di donne che di questo si interessano ed occupano, si vuole discutere, individuandone i problemi  ma anche rivolgendo lo sguardo a nuove prospettive e organizzazioni che permettano la nascita di nuove identità di lavoro.

E’ sempre più chiaro, e di questo va tenuto conto, quanto la donna sia soggetto centrale in termini di produttività sociale, sviluppo economico e culturale di un Territorio/Comunità.

 

4 luglio

Ore 18.00/20.30

Androna degli Orti 4 – Trieste

presso la sede del "Progetto Donna Salute Mentale"

 

Incontro con:

  •   Sara Ongaro (Antropologa)
  •   Adele Pino (Assessora provinciale alle politiche attive del lavoro, formazione professionale, politiche educative - Trieste)
  •   Mariagrazia Vendrame (Consigliera Regionale di Parità, FVG)
  •   Giuditta Bambara (Progettista ENAIP)
  •   Romana Giaccaz (Segreteria provinciale CGL - Funzione pubblica)
  •   Francesca Scarpato (NIDIL - Nuove identità di lavoro)
  •   Sabina De Tommasi (Cooperativa Sociale Cassiopea)

 

 

Ore 21.00  nel giardino di Androna degli Orti 4

Proiezione di due filmati:

 

Un mondo senza povertà

di Ilaria Freccia, Italia, 2000

Ambientato nel Bangladesh dei nostri giorni, il documentario racconta – attraverso le storie di donne incontrate da Sofia Akter, giovane studiosa di sociologia - l’attività svolta nell’ambito del microcredito dalla Grameen Bank, conosciuta come la banca dei poveri. Seguendo Sofia nelle sue ricerche nei villaggi e nelle campagne, si scoprono le luci e le ombre dell’attività della Grameen, la banca che oggi conta il 95% di clienti donne, in un paese prevalentemente musulmano.

 

“Uno virgola due”

di Silvia Ferreri, Italia, 2005

L’Italia da anni è il paese con la più bassa natalità al mondo.

Le donne italiane hanno in media poco più di un figlio a testa, per la precisione uno virgola due.

Quali sono le ragioni? Parlando con le donne l’autrice ne scopre molte, ma la ragione principale è che l’Italia non è un paese pronto a sostituire la figura della “madre” con quella della “madre lavoratrice”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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