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GIORNATA DELLA MEMORIA - DOMENICA 27 GENNAIO 2008 |
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In occasione della Giornata della Memoria 2008 ArciLesbica Udine e ArciGay Nuovi Passi in collaborazione con il Circolo Arci Mis(s)kappa ricordano le vittime omosessuali del nazismo riproponendo la mostra fotografica
OMOCAUSTO, LO STERMINIO DIMENTICATO DEGLI OMOSESSUALI
e proiettando il film
"AIMÉE & JAGUAR"
Conservare la memoria delle vittime omosessuali dimenticate dal nazismo. Questo lo scopo che si prefigge "Omocausto, lo sterminio dimenticato degli omosessuali", la mostra fotografico-documentaria allestita dal Comitato Provinciale ArciGay "Nuovi Passi" e ArciLesbica Udine, in collaborazione con il Circolo Arci Mis(s)kappa in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria. L'allestimento, visitabile fino al 27 gennaio negli spazi del Circolo Mis(s)kappa (via Bertaldia, 38 a Udine) ripercorre, attraverso immagini e documenti storici, lo sterminio attuato dal regime nazista nei confronti degli omosessuali e delle lesbiche. Presentata per la prima volta a Udine nel 2005, la mostra, grazie ad Arcigay Memoria, è stata negli anni esposta in decine di capoluoghi e città italiane e, tradotta nelle rispettive lingue, anche in Slovenia e in Colombia. Nella serata del 27 (alle ore 20:00), inoltre, dopo un breve intervento di presentazione da parte dei presidenti di ArciGay Nuovi Passi e di ArciLesbica Udine, verrà proiettato il film "Aimée & Jaguar", un'intensa storia d'amore tra due donne durante le persecuzioni naziste in Germania. L'ingresso è libero, ma riservato a soci Arci, ArciGay, ArciLesbica.
Scheda del film "Aimée & Jaguar" (di Max Färberböck) Berlino, 1942. Lilly Wust è una casalinga tedesca un po' conformista di ventinove anni che, come milioni di madri del Reich con marito al fronte, è rimasta sola a crescere i quattro figli tra le ansie della guerra. Nell'allucinata finzione di normalità che i berlinesi si sforzano di recitare, lacerati tra le lugubri promesse del nazismo e l'agghiacciante realtà delle bombe, Lilly conosce Felice, una ragazza di ventun anni famelica di mondo e di emozioni, che le porta in casa un turbine di vita e di strani, affascinanti amici. Tra le due donne nasce subito un affetto istintivo, viscerale, destinato a sfociare nella passione. "Aimée" e "Jaguar" si amano, si scambiano lettere e poesie, fanno piani per il futuro, stipulano perfino un simbolico contratto di matrimonio. Ma Felice nasconde un segreto così tremendo che non osa confessarlo neppure all'amata: Felice è ebrea. Il film è tratto dal libro di Erica Fischer, che ha raccolto a distanza di cinquant'anni l'incredibile testimonianza di Lilly Wust, raccontando la storia vera, tenera e terribile, di un amore doppiamente proibito in un'epoca e in un luogo in cui gli uomini sembravano capaci solo di odio e di pavida intolleranza. In realtà non sarebbe giusto dire che il film è tratto dal libro; è vero, il film è nato dopo, ma sono entrambi tratti da una storia vera, la cui protagonista ha seguito con partecipazione entrambe le realizzazioni. Forse proprio perché documentazione fedele alla realtà, questa storia andrebbe conosciuta sia attraverso il libro che il film. Se nel libro, infatti, troviamo la descrizione particolareggiata di tutti i fatti accaduti, le trascrizioni delle lettere, leggiamo le parole della stessa Lilly che commenta i fatti ora da un punto di vista lontano (56 anni dopo il primo incontro con Felice) ma ancora sentimentalmente vivo, nel film ci rendiamo partecipi (spettatori davanti allo schermo come davanti alla vita) della storia stessa. Nel film c'è azione, c'è sentimento presente – non ricordato, c'è anche autenticità nella più che ammirevole interpretazione delle due attrici. Ci sono scene indimenticabili, come quella della "festa solo donne" e la scena della prima volta di Lilly (una delle più toccanti scene d'amore mai viste sullo schermo). Grazie a questa dinamicità che ci coinvolge, è ancora più forte ed evidente la rottura, ci rendiamo conto – ancora una volta sebbene non sia mai abbastanza – della vacuità dell'odio razziale, della brutalità con cui le persone venivano portate via, strappate dalle loro vite ingiustamente. Questa volta da un punto di vista diverso; una persona doppiamente ripudiata, perché ebrea e perché lesbica, proprio nel momento in cui aveva lei stessa insegnato che l'amore può tutto, e va al di là di ogni differenza, sia di sesso che di razza.
VI ASPETTIAMO NUMEROSE ArciLesbica Udine
Il Circolo Arci Mis(s)kappa si trova a Udine, in via Bertaldia n°38 (mappa).
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