29 Novembre 2005

ESCE IL DOCUMENTO CON IL NO AI PRETI GAY

Uno stillicidio di anticipazioni ha accompagnato la pubblicazione

di ADN KRONOS

 

Roma, 29 nov. - E' infine stata diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede l'Istruzione con la quale il Vaticano riafferma il suo no all'accesso al sacerdozio per i sacerdoti gay. Il documento pur assai breve, è stato segnato da una elaborazione lunga e complessa ed è stato accompagnato da molte indiscrezione negli ultimi mesi.

 

Da settembre alcuni organi di stampa hanno infatti pubblicato "anticipazioni" circa il testo che la Santa Sede stava preparando in merito sul delicato tema del rapporto fra omosessualità e Chiesa. Argomento che ha suscitato ancor più la curiosità dei media in quanto collegato alla vicenda degli scandali dei preti pedofili nei seminari.

 

Da ultimo la vicenda ha avuto un clamoroso e pesante sviluppo in Brasile dove la vicenda di preti coinvolti in fatti di pedofilia è esplosa sulla stampa. Nel frattempo la Santa Sede faceva svolgere delle indagini nei seminari degli Stati Uniti e dello stesso Brasile. Le prime anticipazioni sul documento relativo ai gay furono pubblicate dal New York Times a settembre, da allora diversi organi d'informazione, anche cattolici, hanno pubblicato notizie relativi al testo finché, nei giorni scorsi, non è stato pubblicato per intero.

 

STABILITE NORME PER AMMISSIONE A SEMINARI

 

All'estero, e in particolare negli stati Uniti, in Germania e in Francia, il divieto per gli omosessuali di accedere al sacerdozio ha già suscitato polemiche e proteste in una parte dell'opinione pubblica. Il documento, fra l'altro, riafferma il no della Chiesa alla cosiddetta "cultura gay" e definisce gli atti omosessuali come "peccati gravi intrinsecamente contrari alla legge naturale".

 

In alcune righe di introduzione il documento afferma che l'Istruzione su Chiesa e omosessualità "non intende soffermarsi su tutte le questioni di ordine affettivo o sessuale che richiedono un attento discernimento durante l'intero periodo della formazione. Essa contiene norme circa una questione particolare, resa più urgente dalla situazione attuale, e cioè quella dell'ammissione o meno al Seminario e agli Ordini sacri dei candidati che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate".

 

Nel riferimento all'urgenza della situazione attuale è possibile leggere un indiretto richiamo agli scandali e alle difficoltà che hanno coinvolto la Chiesa sul fronte dei seminari e dei casi di pedofilia in diversi Paesi del mondo.

 

La Chiesa - si legge nell'Istruzione - pur rispettando profondamente le persone con tendenze omosessuali, "non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay". Il documento s'intitola "Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo le persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri".

 

Il testo è firmato dal cardinale Zenon Grocholennwski, Prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica, e dal segretario del dicastero, mons. J. Michael Miller. Il Papa lo ha approvato il documento lo scorso 31 agosto.

 

Ancora in merito al divieto di ammissione al sacerdozio l'Istruzione precisa: " Le suddette persone si trovano in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall'Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate".

 

Se si tratta di tendenze omosessuali transitorie, esse devono essere superate completamente almeno tre anni prima dell'ordinazione diaconale. Quindi il documento affronta altri nodi delicati. Il punto 2 intitolato "L'omosessualità e il ministero ordinato" definisce le coordinate generali della Chiesa sul tema. Dopo aver ricordato che già dal Concilio Vaticano II era stata più volte confermato l'insegnamento della Chiesa in materia di omosessualità, si precisano alcuni punti e si afferma la differenza fra atti omosessuali e persone con tendenze omosessuali.

 

Gli "atti omosessuali sono peccati gravi intrinsecamente immorali e contrari alla legge naturale", "essi, di conseguenza, non possono essere approvati in nessun caso"; uomini e donne con tendenze omosessuali "profondamente radicate" pur essendo "oggettivamente disordinate", "devono essere accolte con rispetto e delicatezza".

 

"A loro riguardo - prosegue il testo - si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Esse sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare". Altro capitolo importante è quello relativo alla selezione che i rettori e i direttori spirituali dei seminari dovranno compiere con accuratezza sui candidati al sacerdozio per verificare la maturità affettiva e l'adesione al voto di castità richiesto dalla Chiesa.

 

"Per ammettere un candidato all'Ordinazione diaconale - si afferma al punto 3 intitolato 'Il discernimento dell'idoneità dei candidati da parte della Chiesa - la Chiesa deve verificare, tra l'altro, che sia stata raggiunta la maturità affettiva del candidato al sacerdozio". Questo è un compito "grave" proprio del rettore e degli altri formatori del seminario.

 

Al direttore spirituale spetta poi un ruolo specifico: nei colloqui con il candidato deve ricordare l'esigenza di castità richiesta dalla Chiesa per l'ordinazione sacerdotale e inoltre "Egli ha l'obbligo di valutare tutte le qualità della personalità ed accertarsi che il candidato non presenti disturbi sessuali incompatibili col sacerdozio".

 

"Se un candidato - afferma ancora l'Istruzione vaticana - pratica l'omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l'Ordinazione".

 

(da www.gaynews.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

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