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Giovedì 16 febbraio 2006 ILLY: NO A COPPIE DI FATTO E UNIONI GAY "Estendere le prerogative a quanti non si sposano finirebbe col favorire chi non si vuole impegnare" di Luciano Santin |
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"E' GIUSTO PREVEDERE MISURE PER I CONVIVENTI CHE MIRANO AL SOSTEGNO RECIPROCO, MA ENTRO CERTI LIMITI"
Illy: no a coppie di fatto e unioni gay "Sono i figli che fanno sopravvivere la specie, in Italia ne nascono troppo pochi" LEGGE SULLA FAMIGLIA Intesa si confronta sul tema dei nuovi diritti Il presidente boccia l'idea di Rifondazione TRIESTE - "Sulla famiglia alcune cose vanno dette, con chiarezza. Se in materia sono sempre esistiti dei privilegi, è perché questi sono funzionali alla crescita della società. Non si può correre dietro a richieste che spesso sono dettate dall'invidia, o a quelli che dicono perché no? Il perché no vale per mille cose. E appare poco sensato imporre clausole formali a chi rifiuta la formalizzazione matrimoniale". Le esternazioni di Riccardo Illy, presidente del Friuli-Venezia Giulia, in merito alla querelle apertasi sul versante della legge sulla famiglia, somigliano non poco a quelle rese sul programma di Prodi in generale. Troppo generico, estensivo, sotto scacco della sinistra estrema: i privilegi non si possono dare a tutti, altrimenti non sarebbero tali. Di fatto, anche su famiglie con regolare vincolo di matrimonio, coppie di fatto, unioni gay e Pacs il governatore sembra avere una posizione più moderata di quella candidato premier unionista. "In merito ho già espresso il mio pensiero più d'una volta. Ma è sempre stato riportato in maniera parziale. Per chiarirlo devo partire di lontano", esordisce Illy. "La famiglia è un fatto naturale, determinatosi nella società umana in modo spontaneo, riscontrabile anche nelle specie animali, in particolare nei mammiferi. E' una cosa che abbiamo nei geni, dunque. Questa organizzazione, e i successivi interventi protettivi, e anche di privilegio, che le sono stati attribuiti, soprattutto nelle società democratiche mirano a garantire la continuità della specie, un obiettivo primario di tutte le organizzazioni. Dal momento che senza figli non c'è sopravvivenza della specie, nella sua organizzazione l'uomo ha fatto sì che venissero garantite la nascita e la crescita dei figli, nonché il loro adeguato inserimento nella società". "Dunque per questo motivo nelle costituzioni, nelle leggi, nei regolamenti, in tutto ciò che norma una società umana organizzata ed evoluta, la famiglia ha trovato spazio, interesse, protezione e se vogliamo alcuni privilegi", prosegue il presidente. "Oggi succede che in Italia l'indice di natalità è di 1,2 figli per donna fertile, siamo quasi alla metà di quello che servirebbe per mantenere stabile la popolazione, e questo è un problema che molti tendono a dimenticare. Bene, l'istituzione famiglia con le leggi che prevedono il matrimonio, va in questa direzione. L'obiettivo principale, esplicito, è quello della continuità della specie. Nella celebrazione civile si cita espressamente l'interesse prioritario dei figli". Illy non trova ragionevole attribuire le misure previste per le coppie unite in matrimonio anche alle coppie di fatto. "Consentire un'estensione delle prerogative fissate per le coppie sposate, posto che si sono sposate per tutelare i figli, come dice il contratto matrimoniale, non ha motivo, se non quella di soddisfare l'invidia di chi vorrebbe godere della stessa situazione, pur non essendosi voluto impegnare", chiarisce. "Ma se due persone rifiutano di assumersi una responsabilità, non possono pretendere che se l'assuma un soggetto terzo, la mano pubblica, nei loro confronti. Mi pare una cosa di totale illogicità. E ipotizzare registri, nei quali farsi iscrivere, con possibilità di cancellazione, e magari facoltà di rivalsa legale di un convivente precedente, con lo stesso sistema, mi pare riporti alla situazione nuziale, più complicata, con un probabile maggior numero di contenziosi giudiziari. Se il matrimonio così com'è appare complesso, semplifichiamolo, ma dev'esserci un riferimento giuridico certo e univoco, non sottoclassi diverse". "In quanto al matrimonio omosessuale, visto che l'istituto è volto ad allevare i figli, non capisco a cosa possa servire. Eventuali adozioni, poi, fornirebbero un modello comportamentale che non è nell'interesse della società, e potrebbe far sì che il bambino replicasse l'omosessualità. Va da sé che accordi per tutela e diritti interni ad un'unione gay si possono definire con scrittura private, che già esistono". In questa prospettiva, le coppie che hanno figli e che non possono sposarsi, non vanno comunque dimenticate. "Posto, ripeto, che l'obiettivo della società è quello di garantirsi una continuità attraverso i figli, devono essere previste misure a tutela di questi ultimi, a prescindere dal fatto se la coppia sia sposata. Nell'interesse primario dei figli, le prerogative vanno dunque estese", dice Illy. "Un ultimo passaggio: anche il fatto che esistano coppie conviventi, omo o eterosessuali, i cui obiettivi siano la cura e il sostegno reciproco, è certamente, un fatto di interesse sociale. E perciò da tutelare, si deve vedere con quali misure. I tanti problemi segnalati credo siano facilmente risolvibili: il subentro nel contratto d'affitto, ad esempio, la si garantisce firmandolo in due. E con un articolo in qualche leggina si stabilisce che il paziente può indicare una persona di riferimento, anche non familiare o parente, in caso di ospedalizzazione, o di incapacità di intendere e di volere", conclude il governatore. "La pensione di reversibilità è invece un'altra assurdità. Serviva alla moglie che non lavorava per sopravvivere e per accudire ai figli. Ma nella società odierna dove quasi sempre si lavora in due, specie nei casi delle coppie di fatto senza prole, la richiesta di reversibilità sembra dettata solo dall'invidia di chi vede una vedova regolarmente sposata percepire questo bonus".
(da Il Messaggero Veneto del 16/02/2006)
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