Giovedì 16 febbraio 2006

COMUNICATO STAMPA DI ARCILESBICA & ARCIGAY UDINE

Pubblicato parzialmente sul Messaggero Veneto

 

ARCIGAY E ARCILESBICA UDINE CHIEDONO CON FORZA CONCRETE TUTELE PER LE COPPIE DI FATTO, ETERO ED OMOSESSUALI, NELLA LEGGE REGIONALE SULLA FAMIGLIA

 

Pisano e Dose: "La Regione rispetti le disposizioni della legge anagrafica"

 

"Considerare la famiglia solo dal punto di vista della genitorialità è quantomeno anacronistico ed offensivo nei confronti di tutte quelle coppie che non hanno figli, e soprattutto nei confronti di tutte quelle persone che hanno deciso di condividere i propri affetti e la propria vita in una relazione di coppia, sia essa eterosessuale o omosessuale". Dura la presa di posizione del Presidente del Comitato Provinciale Arcigay Nuovi Passi di Udine, Pietro Pisano, e della Presidentessa di Arcilesbica Udine, Eva Dose, nei confronti delle affermazioni di vari esponenti politici regionali, sia di maggioranza che di opposizione, intenti a discutere in Comitato ristretto il testo del disegno di legge regionale sulla famiglia che approderà infine in Consiglio regionale.

Proprio mentre a livello nazionale si fa forte la protesta di Arcigay ed Arcilesbica per i passi indietro fatti nel programma presentato dai leader dell'Unione in merito ad una legge che tuteli le coppie di fatto indipendentemente dal loro orientamento sessuale o di genere, i così detti "Pacs", anche in Friuli Venezia Giulia il clima sembra infuocarsi in seguito alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale dopo la volontà di presentare, da parte di Rifondazione Comunista, un emendamento a sostegno delle coppie di fatto, anche gay.

"La visione della famiglia" dichiara Pisano "deve essere quella prevista e già regolata dalla famiglia anagrafica, ovvero quelle persone che convivono sotto lo stesso tetto e che sono iscritte nello stesso stato di famiglia".

"Si vuole volontariamente creare confusione e inutili allarmismi" prosegue il Presidente di Arcigay Udine "perché, a differenza di quanto sostiene la Lega Nord, nessuno ha mai parlato di matrimonio o di adozioni. Per non affrontare una questione ritenuta scomoda, si preferisce concentrare l'attenzione pubblica solo sulla genitorialità". Le associazioni di gay e lesbiche friulane chiedono di applicare anche a livello regionale quello che il Comune di Udine già fa, ovvero assicurare sia l'informazione che la fornitura di beni e servizi in forma assolutamente indistinta a tutti i cittadini residenti, quindi anche alle coppie di fatto, e ciò a prescindere da caratteristiche quali il sesso, etnia, legami affettivi o altre discriminanti.

Dura la replica anche alle dichiarazioni espresse dalle Acli di Udine. "Non è pensabile" sostiene Eva Dose "affermare che i diritti delle coppie di fatto e di quelle omosessuali o lesbiche debbano essere risolti con accordi di diritto privato perché le convivenze, a parer loro, sarebbero estranee ai valori del nostro ordinamento. Gay e lesbiche devono poter godere degli stessi diritti di tutte le altre persone, e per far questo è necessaria la volontà delle forze politiche in quanto espressione della maggioranza dei cittadini che, a giudicare i recenti sondaggi sulle coppie di fatto, condividono le nostre rivendicazioni".

Profonda delusione, inoltre, è stata espressa da Arcigay anche nei confronti delle dichiarazioni degli esponenti regionali di Ds e Margherita, accusati di aver assunto un atteggiamento eccessivamente tiepido e di non voler affrontare e tutelare i diritti delle coppie di fatto etero ed omosessuali. "Diritti concreti" protesta Pisano "che servono a mantenere saldo il rapporto nei momenti di necessità e che favoriscono la responsabilità reciproca e nei confronti della società."

 

 

 

 

 

 

 

 

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