Martedì 28 marzo 2006

ELEONORA E PATRIZIA, DUE MAMME PER UN BEBE'

Pisa, la sfida di una coppia omosessuale

da Il Tirreno

 

PISA - Eleonora si accarezza il pancione dove Valerio già sgambetta. Il bimbo nascerà a giugno. La sua compagna, Patrizia, le sta seduta accanto. Aspettano il giorno di diventare mamme. Eleonora e Patrizia (nella foto vicino alla culla) si sono iscritte al registro delle unioni civili di Pisa nel 2003. Portano la fede e ora hanno deciso di mettere su famiglia. Eleonora, 28 anni, si è sottoposta all'inseminazione in una clinica privata di Barcellona. "Era il 13 settembre dell'anno scorso - ricorda - e sono rimasta subito incinta". Patrizia, 46 anni, non l'ha mai lasciata sola. "Abbiamo sempre preso ogni decisione di comune accordo e ora aspettiamo l'arrivo di Valerio". La coppia di donne è pisana. Patrizia Murer lavora come impiegata alla questura di Pisa, Eleonora Frediani è impiegata all'azienda ospedaliera. Abitavano a Pisa quando hanno deciso di comprarsi casa. "In città stavamo bene, nessun problema per la nostra convivenza, ma le case sono troppo care", dice Eleonora. Così hanno lasciato la città per andare a vivere in campagna, in un casolare vicino a Nozzano, nel comune di Lucca. Hanno ristrutturato la casa, c'èuna camera pronta per Valerio. Elena partorirà nell'ospedale unico della Versilia. "è una questione di praticità", spiega. Prima dell'inseminazione, le due donne hanno avuto un colloquio con una psicologa della clinica. "Il primo problema che ci ha posto davanti - racconta Eleonora - è la tutela legale per il bambino. Ci è stata spiegata l'importanza che il bambino sappia al più presto la verità in modo da renderlo forte. Che possano esistere famiglie con una tipologia diversa da quelle eterosessuali, ancora non è nella mente della gente". Chiediamo com'è maturata l'idea di un figlio. Le due donne si guardano. "Patrizia aveva un figlio che è morto in un incidente stradale a 18 anni", dice Eleonora. "Non ho voluto un figlio per dare un senso alla mia vita - riprende - ma per dare un senso alla nostra unione". Prima di questo passo, la coppia si era già iscritta al registro delle unioni civili. Perché questa scelta? "Patrizia si era sentita male ed era stata ricoverata in ospedale. Il mio primo pensiero è stato quello di chiamare l'avvocato per avere il diritto di assisterla. Ma era necessaria una sua dichiarazione in cui se non fosse stata in grado di intendere e di volere delegava a me l'assistenza. Poi abbiamo saputo che l'iscrizione al registro delle unioni civili consentiva e consente questo diritto". I pacs possono risolvere i problemi delle coppie di fatto? "è un passo avanti, ma non è la soluzione - risponde Patrizia. Anche con i pacs saresti considerata qualcosa di diverso. Noi coppie omosessuali vogliamo gli stessi diritti delle coppie etero".

 

 

(da Il Tirreno del 28/03/2006)

 

 

 

 

 

 

 

 

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