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Le organizzazioni italiane lesbiche, gay, bisessuali e transgender promuovono la presente piattaforma
programmatica come base di una battaglia unitaria per il raggiungimento della parità giuridica e sociale
delle persone lgbt.
Riteniamo non rinviabile una fase di riforme che consenta la piena uguaglianza di fronte alla legge di tutte le
cittadine e di tutti i cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità ed espressione
di genere.
Questo presuppone il rispetto del principio della laicità dello Stato italiano e della sua autonomia da
ogni ingerenza confessionale, nel rispetto della nostra Costituzione come la più alta fonte di diritto.
Le nostre richieste hanno forti radici nella Costituzione italiana, a partire dagli art. 2 e 3, e nella storia
dell'Unione Europea, dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 1989 sul "Trattamento delle persone transessuali",
a quella del 1994 sulla "Parificazione dei diritti di gay e lesbiche", fino al Trattato costituzionale del 2004.
PARI DIRITTI ALLE COPPIE DELLO STESSO SESSO
La Carta di Nizza del 2000 garantisce ad ogni cittadino/a europeo/a «il diritto di sposarsi e il diritto a costituire una
famiglia». Chiediamo che, in applicazione di quel testo approvato dal Parlamento italiano oltre che degli articoli 2 e 3 della
nostra Costituzione, siano riconosciuti giuridicamente i diritti delle famiglie non fondate sul matrimonio, attraverso
un istituto giuridico come il Pacs che riconosca i diritti delle coppie di fatto, nell'ottica di un
riconoscimento normativo del pluralismo delle forme familiari.
Respingiamo come infondata la tesi secondo cui l'art. 29 della Costituzione italiana vieterebbe il riconoscimento di questi
diritti. Consideriamo, in linea con la dottrina costituzionale, che il concetto di "società naturale" non
indica un modello immutabile, ma una formazione sociale che si trasforma nel tempo.
Chiediamo pertanto, come è scritto nella Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000, di garantire
«alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie tradizionali»
attraverso una specifica legge sulle Unioni Civili sul modello presente nella gran parte dei Paesi europei.
Chiediamo di affrontare, sul piano sociale e normativo, il tema della genitorialità omosessuale,
cioè dei figli di lesbiche e gay, che riguarda migliaia di genitori e di bambini/e del nostro Paese.
AZIONI POSITIVE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
La Direttiva europea 78 del 2000, che imponeva misure contro le discriminazioni sul lavoro motivate da orientamento sessuale,
è stata sostanzialmente disattesa dal decreto legislativo che l'ha recepita.
La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di «assicurare che le persone lesbiche, gay,
bisessuali e transgender siano protette da violenze e dichiarazioni di odio omofobico».
In Italia per le persone lgbt sono ancora frequenti le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società.
Chiediamo che si riattivi l'esperienza delle Commissioni per i diritti delle persone LGBT presso il
Ministero per le Pari Opportunità e che si attivino politiche sociali, culturali e formative nei diversi settori
dell’azione di governo, dall’Istruzione, al Welfare, dal Lavoro alla Cultura, dalla Salute agli Interni. Chiediamo che questo
avvenga anche istituendo specifici tavoli di lavoro e protocolli interministeriali per affrontare in modo organico la questione
omosessuale, rimuovere le discriminazioni contro le persone LGBT, promuoverne il benessere, contrastare la violenza e il
bullismo omofobico e transfobico.
Chiediamo che sia istituita una specifica Commissione parlamentare permanente sui diritti civili ed umani
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Occorre varare una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall'identità
di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l'effettiva uguaglianza delle persone
omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale la Direttiva Europea 78 del 2000.
Azioni efficaci per la salute e il benessere
Va garantito il diritto alla salute delle persone omosessuali, bisessuali e transgender ponendo fine
alle discriminazioni in ambito sanitario, fornendo i mezzi e le informazioni adeguate per un'efficace prevenzione delle
malattie a trasmissione sessuale, garantendo i diritti alla cura, all'anonimato e alla dignità sociale delle persone
sieropositive e rendendo effettivamente disponibili le terapie sanitarie necessarie alle persone transessuali e transgender.
Va ricostituita la Consulta Aids presso il Ministero della Salute e riattivate le campagne ministeriali
di informazione sulla prevenzione. Chiediamo che una revisione della legge 164/82 sul cambiamento di sesso,
o una sua interpretazione autentica, consentano la modificazione dei dati anagrafici a prescindere dagli interventi chirurgici
demolitivi e ricostruttivi. Chiediamo una modifica della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita
che ne faccia una legge per e non contro la salute delle donne.
PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI DIRITTI
E' necessario che l'Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo,
per l'abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e
transessualità presente nelle legislazione di decine di paesi, per il riconoscimento del diritto
d’asilo in Italia per i perseguitati nel mondo a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di
genere.
LE NOSTRE LIBERTA', LE LIBERTA' DI TUTTE E TUTTI
Leghiamo le nostre battaglie per i diritti delle persone lgbt ad una più generale battaglia per le
libertà civili. Siamo a fianco del movimento delle donne, per una
attenzione al tema dei nuovi diritti e contro la proibizione dei comportamenti individuali che non
ledono le libertà altrui, per i diritti di chi non ha diritti. Per un’Italia più plurale, più laica
più libera.
Agedo – Genitori di omosessuali
Arcigay
ArciLesbica
Coordinamento omosessuali credenti
Famiglie Arcobaleno
Mit – Movimento identità transessuale
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