Venerdì 16 giugno2006

COMUNICATO STAMPA ARCIGAY E ARCILESBICA UDINE IN OCCASIONE DEL TORINO PRIDE 2006

 

OLTRE 150 PERSONE DA UDINE PER

IL GAY PRIDE DI TORINO2006

A RIVENDICARE PARI DIRITTI

 

Arcigay e Arcilesbica Udine hanno organizzato per sabato 17/06 una corriera.

Molti anche i manifestanti che raggiungeranno il capoluogo piemontese con mezzi propri o con il treno.

 

Esserci è diverso! Questo lo slogan che il Comitato Organizzatore del Gay Pride di Torino2006 ha lanciato nei mesi scorsi per promuovere la più grande manifestazione di Gay, Lesbiche e Transgender che ogni anno riempie le piazze e le strade di una città italiana. Un invito, quello di Torino2006, che anche la comunità omosessuale friulana e regionale ha deciso di accogliere, partecipando con un folto gruppo di manifestanti pronti a mettersi in viaggio per il corteo che sfilerà per le vie centrali del capoluogo piemontese sabato 17 giugno.

Arcigay e Arcilesbica Udine hanno organizzato una corriera che partirà nella mattinata di sabato e rientrerà nel capoluogo friulano il giorno successivo. "Dalle richieste di informazioni e dalle prenotazioni che abbiamo ricevuto – spiegano i presidenti delle due associazioni friulane, Pietro Pisano ed Eva Dose - possiamo stimare che saranno oltre 150 le persone che dalla provincia di Udine si muoveranno alla volta di Torino e circa 300 se si considera l'intera regione". "Un numero considerevole – aggiunge la presidente di Arcilesbica Udine – dato che partecipare ad un Gay Pride significa esporsi pubblicamente per rivendicare con forza i propri diritti".

Dal corteo, che partirà alle 17.30 da Porta Susa, si alzeranno le rivendicazioni per una non rinviabile riforma che consenta la piena uguaglianza di fronte alla legge di tutte le cittadine e di tutti i cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità ed espressione di genere.

"La Carta di Nizza del 2000 - interviene Pisano - garantisce ad ogni cittadino/a europeo/a il diritto di sposarsi e il diritto a costituire una famiglia". "Chiediamo pertanto - prosegue - che in applicazione di quel testo approvato dal Parlamento italiano oltre che degli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione, siano riconosciuti giuridicamente i diritti delle famiglie non fondate sul matrimonio, attraverso un istituto giuridico come il Pacs che riconosca i diritti delle coppie di fatto, nell’ottica di un riconoscimento normativo del pluralismo delle forme familiari".

Secondo gli organizzatori, al corteo di Torino sono attesi, da ogni parte d'Italia, oltre 15 mila manifestanti aderenti ai movimenti omosessuali, ma la grande sorpresa potrebbe giungere dalla società civile che in questi mesi si è chiaramente espressa per rivendicare i diritti di tutte le coppie di fatto. Una mobilitazione che, sempre secondo il Comitato Promotore, potrà arrivare a contare tra le 40 e le 50 mila persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

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