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Domenica 18 Giugno 2006 GAY PRIDE: LA CARICA DEI 50 MILA CONQUISTA TORINO ALTRETTANTI TORINESI FANNO DA CORNICE ALLA KERMESSE |
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Oltre 50 mila tra lesbiche, gay, bisessuali e transgender di tutte le età, hanno sfilato oggi nel "salotto buono" della città per rivendicare i loro diritti. Ma altrettante persone si sono assiepate lungo le strade per vederli manifestare, creando due ali di folla quasi come se stessero passando i grandi campioni del ciclismo nella tappa più importante del Giro d'Italia.
In molti torinesi c'era la paura che la manifestazione potesse trasformarsi in un guazzabuglio di persone senza controllo, ma, dopo una settimana di polemiche a livello politico, è prevalso il clima di festa e la voglia di sostenere un movimento. Moltissimi anche i curiosi, attrezzati di macchine fotografiche sofisticate per scattare una foto ricordo. Solo due piccoli episodi di dissenso hanno tentato, senza riuscirci, di turbare il passaggio del corteo del Gay Pride a Torino. Un gruppo di militanti del movimento giovanile di destra Azione Giovani, al grido "vergognatevi", ha cercato di srotolare uno striscione, in via Po, davanti alla testa del corteo.
L'intervento della polizia li ha convinti a desistere e i giovani sono stati allontanati e accompagnati alle loro auto.
L'altro segno di disapprovazione è stato uno striscione sistemato a una finestra di una palazzina che si affaccia su piazza Castello, con la scritta, in dialetto piemontese, "non siamo froci".
Due momenti trascurabili di una grande festa ricca di colori e trasgressione iniziata alle 16 nei pressi della stazione di Porta Susa, dove si sono concentrati 32 carri allegorici rappresentanti tutte le comunità lesbiche e omosessuali provenienti da ogni angolo d'Italia, da Aosta a Catania, passando per Roma. Ognuno ha cercato di dare sfogo alla fantasia: dietro allo striscione del Torino Pride con la scritta "Uguali diritti: se non ora quando?", 50 mila persone si sono mosse per oltre quattro ore sulla base di musiche di ogni tipo, dall'ultimo successo di Madonna intitolato "Hung Up" alla celebre canzone di Orietta Berti con il ritornello "finché la barca va", passando per l'onnipresente Renato Zero, ma hanno anche messo in mostra look esasperati, quasi come l'attesa per il riconoscimento dei propri diritti.
Non molto nutrita invece la pattuglia degli esponenti politici che hanno seguito l'intero corteo: tra loro c'erano Vladimir Luxuria, Daniele Capezzone, Marco Pannella, Pietro Marcenaro, Titti De Simone, Giampaolo Silvestri, Marilde Provera, Nichi Vendola, a cui si è aggiunto un gruppetto di esponenti degli enti locali torinesi in ordine sparso. A manifestazione iniziata si sono aggiunti, tra gli altri, i ministro Barbara Pollastrini e Paolo Ferrero, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. Unico sindaco con la fascia tricolore e il gonfalone, quello di Nichelino (Torino), Giuseppe Catizzone, dei Ds.
(da Gaynews.it, foto da Repubblica.it)
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