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Facciamo appello agli
organizzatori delle due date programmate il 28 giugno a Milano e il 29 giugno a Roma, affinché sia impedito al
cantante reggae Buju Banton, accusato di aver partecipato in Giamaica a diversi pestaggi contro le persone omosessuali.
Nelle sue canzoni Banton incita alla violenza, allo stupro e all'omicidio a danno dei gay.
Questi concerti sono inoltre organizzati a Milano da gruppi di sinistra e a Roma nel quadro di manifestazioni
dell'Amministrazione comunale di centro sinistra.
Ci chiediamo come gli organizzatori non siano a conoscenza che Buju Banton, come molti altri cantanti reggae siano
notoriamente razzisti e omofobi, come più volte denunciato da Amnesty International, dai gruppi gay e lesbici di tutto
il mondo e da numerosi mass media del settore musicale.
Il 28 giugno, gli omosessuali di tutto il mondo celebrano la rivolta dello Stonewall, storico locale gay di New York; grazie
a quell'episodio nacque il movimento LGBT. Da allora tutti gli anni il 28 giugno è la data del Pride, che si tiene in
tutte le capitali del mondo libero, con milioni di partecipanti, così com'è accaduto il 17 e il 24 giugno a
Torino e Roma.
Ricordiamo inoltre che gli omosessuali in Giamaica, a causa di una legge vecchia di 140 anni sono condannati fino a 10 anni
di carcere con lavori forzati; l'anno scorso con l'aperto sostegno delle forze di polizia sono stati pestati ben 151 gay e 6
sono morti.
Chiediamo, quindi, ancora una volta, che i concerti di Buju Banton di Milano e Roma siano cancellati e che le organizzazioni
di sinistra di Milano e gli amministratori della giunta Veltroni, dimostrino con i fatti di comprendere la gravità
dell'offesa che, in caso contrario, recheranno a milioni di gay e lesbiche.
Aurelio Mancuso
Segretario nazionale Arcigay
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