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A Viareggio giovani, associazioni e istituzioni a fianco della donna lesbica che ebbe il coraggio di denunciare l'aggressione
subita. "Oggi mi sento forte" "Sono arrabbiata con chi non vuol capire, abbiamo rotto il silenzio ma non basta. Molti episodi
di violenza ai danni di donne lesbiche come me sono ancora taciuti. Se mi sento forte è perché non mi hanno
lasciata sola. Chiedo soprattutto rispetto". Paola, la donna lesbica violentata a Torre del Lago, era in testa alla
manifestazione "Stop omofobia" che si è tenuta ieri a Viareggio in risposta alle aggressioni di questo scorcio d'estate.
I violentatori le hanno detto: "Brutta lesbica, ora tocca a te". Lei ha avuto il coraggio della denuncia e della protesta in
piazza. In questi giorni centinaia di mail di solidarietà hanno continuato a darle forza: "Paola hai cominciato, non
fermarti più". Il sindaco Marco Marcucci, dal palco, le ha portato il saluto della cittadinanza. Barbara Pollastrini,
responsabile del ministero per le pari opportunità, ha scritto: "Vi sono vicina, chiedo la vostra collaborazione per
un piano di azione contro tutte le discriminazioni e le violenze". Con Paola e per Paola hanno sfilato due mila persone e le
istituzioni locali - c'erano il gonfalone della Regione Toscana e della Provincia - , mentre l'assessore regionale Fragai dei
Ds ha ricordato che nello statuto è sancito a chiare lettere il diritto alla libertà sessuale. C'erano le
associazioni: da Crisalide azione trans ad Arcilesbica locale e nazionale, ad Arcigay nazionale, e tante sigle "libertarie" e
antifasciste, compreso il "gruppo uomini Viareggio". Al fianco di Paola è stato Alessio De Giorgi, di Arcigay Toscana,
promotore delle iniziative a Torre del Lago: "Abbiamo aspettato che Paola fosse pronta a denunciare. Ed ecco il risultato:
l'impegno dei ministri ad includere i reati di omofobia tra quelli previsti dalla legge Mancino, la risposta della piazza". Il
corteo ha sfilato per una città di mare resa autunnale dalla pioggia. Tra ali di folla in preda a sentimenti opposti:
da una parte la paura che le aggressioni mettono addosso, dall'altra la forza implicita che dà ogni risposta. "Sembra
di essere tornate indietro. Siamo impaurite, ma non rassegnate", dice AnnaMaria di Arcilesbica Firenze. Sfilano molte bandiere
Ds. Tra i presenti c'è Marco Filippeschi della segreteria nazionale e deputato Ulivo e l'onorevole Franco Grillini che
dal palco ha dichiarato: "Le vittime delle violenze devono essere più protette, se il passato governo è stato di
uno solo, questo deve essere di tutti". Mentre Titti De Simone di Rifondazione ha ribadito: "Abbiamo deciso di rispondere a
chi non sopporta la libertà, al machismo che non tollera l'autonomia delle lesbiche". La prima a rispondere è
stata Paola.
Delia Vaccarello
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