Giovedì 7 dicembre 2006

ALL'ANAGRAFE

Il diessino Pizza: «In città nessuna discriminazione»

Coppie di fatto? Per il fisco conviene non dichiararlo

 

Conviventi? Si, ma è meglio non dirlo. Dello stesso sesso o di sesso diverso le coppie di fatto friulane preferiscono di gran lunga non comparire ufficialmente come partner, ma semplicemente come persone che dividono lo stesso tetto, senza altri legami di affinità e affettività, ovvero i requisiti necessari per entrare nella lista riconosciuta del nucleo familiare unico.

A rivelarlo è l'Ufficio anagrafe di Palazzo d'Aronco: fuori dai denti, molto meglio tenere, ciascuno per sé, lo stato di soggetto singolo, non legato da alcun vincolo con la persona "coinquilina"; molto meglio non essere equiparati a "famiglia anagrafica". Il vantaggio dei nuclei familiari rigorosamente distinti? Poter usufruire di un bel paio di sgravi fiscali che verrebbero meno - ci spiegano dallo sportello - qualora si optasse per l'unificazione: il cosiddetto foglio di famiglia. Insomma, le coppie di fatto hanno il diritto di risultare "famiglia", ma scelgono di non esserlo proprio per ragioni fiscali. Non si tratta di diritti negati, ma di diritti esistenti non praticati. L'esempio di Padova, il cui consiglio comunale ha recentemente dato il via libera all'Anagrafe per i gay, si sgonfia alla luce dell'esperienza nostrana. Che, fra l'altro, è stata fra le prime in Italia a dare, grazie a un ordine del giorno presentato due anni fa dal consigliere comunale Enrico Pizza (Ds), l'interpretazione applicativa della legge 24 del dicembre 1954, n. 1228, successivamente Dpr 30 maggio 1989, n. 223: all'articolo 4, comma 1, si sancisce che "agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune". Alla luce di questo dettato, si è fatto un passo avanti all'interno dei regolamenti mortuari: tutte le coppie anagrafiche, etero o omosessuali, hanno la possibilità di decidere sul tipo di sepoltura del partner e, soprattutto, di poter tenere in casa le sue ceneri. «Più che Padova - esordisce il padre dell'Odg che scosse le calme acque udinesi - bisognerebbe ricordare l'esempio apripista udinese». Non a caso, proprio ieri, è arrivata a Pizza la telefonata di Alberto Baliello, presidente del Collegio dei garanti Arcigay nazionale, che ha ricordato, con annesse congratulations, la nostra città come quella che ha saputo dare un'attuazione, in un campo specifico come la morte, alla legge sul regolamento anagrafico. «Ho ottenuto per iscritto che, per quanto concerne il comune di Udine, non vi sono discriminazioni per le coppie di fatto, etero od omosessuali», parola di Pizza.

 

Irene Giurovich

(da Il Gazzettino)

 

 

 

 

 

 

 

 

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