Sabato 10 marzo 2007

L'intervento di Francesca Polo, presidentessa di ArciLesbica, alla manifestazione di Piazza Farnese

 

Qualcuno nei giorni scorsi si è interrogato sul perché di una manifestazione stanziale, qui in piazza Farnese, invece che di un corteo.

Non è una questione di numeri: avremmo potuto fare un corteo corposo, visibile, forte.

Ma oggi abbiamo bisogno soprattutto di parole, di uno scambio franco, tra noi omosessuali e transessuali che da anni stiamo cercando di cambiare questo paese, di renderlo civile, e quelli che, nel mondo della politica, nei mass media, nella società tutta, dicono di volerci ascoltare.

 

Sono mesi, ormai anni, che la questione delle unioni civili, poi dei pacs, ora dei DICO, occupa le prime pagine dei giornali e le trasmissioni televisive. Tutti dicono la loro, siamo pieni di opinion leader sulla questione delle coppie omosessuali, tutti dicono la loro.

Tutti tranne noi, noi lesbiche, noi gay, noi transessuali.

 

Quando la stampa è disponibile ad ascoltarci, a riportare le nostre parole, vuole da noi le testimonianze, ci vuole intervistare nelle nostre case, vuole che esibiamo le nostre vite private.

Ma noi vogliamo cambiare questo paese, renderlo finalmente civile, renderlo davvero una democrazia moderna quale dice di essere.

Questo è fare politica, noi lesbiche gay e transessuali facciamo politica, e oggi siamo in questa piazza per affermare che siamo noi, e non altri, gli interlocutori dei parlamentari che andranno a legiferare sulle coppie di fatto.

Se vogliono fare una buona legge, una legge seria, è con noi che devono parlare.

 

E noi dobbiamo essere pronti.

Dobbiamo essere in grado di smascherare chi dice menzogne.

In questi mesi abbiamo ascoltato e letto dichiarazioni vergognose.

Ognuno di noi deve essere pronto, ovunque, a smascherare le falsità.

Oggi in questa piazza e da domani dappertutto basta con le menzogne.

 

Ci dicono che siamo pedofili.

QUESTO E' FALSO!

La pedofilia è una piaga gravissima, ma riguarda soprattutto gli eterosessuali, la maggior parte degli abusi e delle violenze si verifica all'interno delle mura domestiche, in quella grande icona intoccabile chiamata famiglia tradizionale.

 

Ci dicono che l'articolo 29 della costituzione fonda la famiglia sul matrimonio tra un uomo e una donna (lo ha detto Mastella da Santoro giovedì sera).

QUESTO E' FALSO!

Nella Costituzione c'è scritto che la famiglia è fondata sul matrimonio, ma da nessuna parte è scritto che non possa essere tra due uomini o due donne.

 

Ci dicono che la famiglia è un principio di diritto naturale.

QUESTO E' FALSO!

La famiglia è il nucleo base su cui si strutturano le società umane, ma cosa sia famiglia è un principio squisitamente culturale, che cambia a seconda della geografia e delle epoche storiche.

Oggi, nel 2007 in Italia, sono nuclei famigliari le coppie sposate e quelle non sposate, quelle con figli e quelle senza figli, i divorziati-separati-vedovi con i loro figli, le madri single, tutti coloro insomma che condividono una progettualità di vita insieme e sono legati da vincoli affettivi.

Le coppie omosessuali che hanno questa progettualità sono famiglie.

 

Ci dicono che bastano le norme del codice civile per garantire alle coppie omosessuali pari diritti e pari dignità.

QUESTO E' FALSO!

Il codice civile non garantisce il diritto/dovere di cura e di assistenza, non garantisce di continuare a vivere nella stessa casa, non garantisce di poter lasciare i nostri beni al partner che ci scegliamo.

Il codice civile non è sufficiente: occorre una legge apposta che preveda l'accesso a quei diritti anche alle persone omosessuali.

 

Ci dicono che vogliamo solo diritti e niente doveri.

QUESTO E' FALSO!

Prima ci dicono che il matrimonio non è per noi, e poi ci dicono che non siamo disponibili ad assumerci le stesse responsabilità degli eterosessuali.

Ma non siamo noi a scegliere.

Allora delle due una: o il matrimonio è anche per i gay e le lesbiche oppure non possono dire che non vogliamo i doveri che discendono dal matrimonio.

 

Ci dicono che vogliamo che lo stato regolamenti i nostri desideri.

QUESTO E' FALSO!

Siamo perfettamente in grado di gestire i nostri desideri e i nostri amori, non abbiamo bisogno di autorizzazioni.

Ma vogliamo che lo stato assolva integralmente a un suo dovere: quello di rispondere alle situazioni di disagio che esprimono i suoi cittadini.

Oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini italiani che si sentono violati, minacciati, censurati e il parlamento italiano ha il dovere di intervenire.

 

Infine ci dicono che la questione di una legge sulle coppie di fatto è materia eticamente sensibile.

QUESTO E' FALSO!

Non c'entra l'etica, è solo una questione di diritti e quindi di giustizia.

I nostri parlamentari devono ascoltare la propria coscienza solo per decidere se vogliono uno stato laico o uno stato teocratico.

I nostri parlamentari devono ascoltare la propria coscienza solo per fare delle leggi giuste che rispondono ai bisogni reali dei cittadini di questo paese.

 

Due ultime cose.

In questi ultimi mesi l'attacco delle gerarchie vaticane è stato particolarmente intenso.

Tutti hanno diritto di dire quello che pensano. Il problema non è quello che dice la gerarchia vaticana, il problema è che i nostri politici seguano quello che dice il vaticano.

Ma c'è una cosa: se è vero che chiunque può dire quello che pensa, è anche vero che nessuno può permettersi di offendere, di dire menzogne, di ingiuriare o calunniare.

Dire di noi che siamo pedofili, che siamo deviati, che siamo pervertiti è istigazione all'omofobia, istigazione alla violenza.

 

Forse a breve ci sarà un'altra manifestazione, di tutt'altro segno.

Una manifestazione contro di noi e i nostri diritti.

Family day, una manifestazione convocata dai cattolici integralisti.

Non mi spaventa: che scendano nelle piazze, che camminino finalmente nelle strade, e che sfilino anche i vescovi e i cardinali, come hanno fatto in Spagna contro i matrimoni gay di Zapatero.

Che scendano nelle strade, lasciando le loro stanze porporate e camminino tra la gente.

Così potranno vedere chi c'è nella vita vera, quali sono le persone che veramente si amano e potranno mostrare invece quali sono quelle che vivono nell'odio e per l'esclusione.

 

Infine un ultimo appello a tutti noi.

Noi ci batteremo perché i nostri parlamentari abbiano il coraggio di fare una legge sulle coppie di fatto, e ci batteremo perché sia una legge giusta, una legge sana.

Noi faremo il possibile, ma potrà accadere che facciano una schifezza.

Abbiamo visto in questi mesi che al peggio può non esserci mai fine.

Il mio appello è di non cadere nel tranello di chi vorrebbe affossare tutto.

Oggi non c'è una legge che difenda i nostri diritti.

Peggio! Oggi non c'è una legge che ci preveda.

Per il diritto dello Stato italiano lesbiche, gay e transessuali semplicemente non esistono.

Il mio appello a tutti noi è di non farci prendere dallo sconforto e di pretendere una legge sulle coppie di fatto subito.

Una legge ci dev'essere e deve farla questo Parlamento. Subito!

DIRITTI ORA!

 

Francesca Polo

 

 

 

 

 

 

 

 

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