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Gli udinesi Pizza e Brosolo: «Fondamentale il riconoscimento delle coppie di fatto». In 300 a Roma in bus e in
treno.
Trecento friulani ieri hanno partecipato al Gay pride di Rom, la manifestazione con la quale il movimento omosessuale ha
inteso sottolineare che «non esistono modelli unici di famiglia e che quindi lo Stato dovrebbe riconoscere loro gli stessi
diritti garantiti alle coppie formate da uno uomo e da una donna».
Da Udine ieri mattina è partito un bus a due piani, con a bordo un'ottantina di persone che hanno dovuto sorbirsi un
viaggio di ben dieci ore per colpa di un guasto tecnico. Altrettante hanno raggiunto la Capitale in treno. Mentre altre
comitive sono partite da Trieste e Pordenone.
La corriera, ben presto, si è trasformata in una "stanza creativa", nella quale sono stati realizzati gli striscioni da
esibire durante il corteo con scritte come "Le famiglie sono tutte uguali", oppure "L'intolleranza uccide". L'appuntamento era
per le 16 a Porta San Paolo: di qui il colorato corteo ` partito per poi arrivare a piazza San Giovanni «Abbiamo occupato
simbolicamente quest'ultima piazza - ha raccontato il consigliere comunale Enrico Pizza - la stessa nella quale pochi giorni fa
si è svolto il Family Day. In quell'occasione c'era stata una protesta contro il disegno di legge sui Dico (sigla che
significa Diritti e Doveri delle persone stabilmente conviventi), mentre noi crediamo che anche l'Italia, come hanno già
fatto tanti Paesi Europei, dovrebbe avere una legge che regola i rapporti di convivenza. Purtroppo, invece, quella legge
è ora ferma in Parlamento».
«La partecipazione al Pride di quest'anno - ha poi spiegato il presidente dell'Arcigay di Udine Daniele Brosolo - testimonia
che su questo argomento non vogliamo transigere: siamo uniti nel richiedere pari dignità». «Era dal 2000 - ricorda
ancora Pizza - che non vedevo tanto entusiasmo. Credo che in questo periodo, dopo tutti gli attacchi che abbiamo ricevuto dalle
gerarchie vaticane, siamo più compatti che mai. Secondo noi bisognerebbe distinguere tra il sentimento religioso, che va
rispettato (anche perché moltissimi di noi sono credenti) e gli attacchi politici di fronte ai quali non rimarremo in
silenzio».
Dopo aver sfilato i manifestanti friulani si sono recati al mega-party organizzato nel parco dell'Aniene. Poi, alle 3 di
notte, si sono rimessi in viaggio per ritornare a Udine. Il loro rientro è previsto per oggi pomeriggio.
pubblicato su Il Messaggero Veneto, Domenica 17 giugno 2007 (cronaca di Udine -
pagina II)
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