Ansa

Sabato 14 luglio 2007

Congedo per nozze gay in Belgio, diventa caso per per regione FVG

Per vedersi riconosciuto il congedo, però, il dipendente dovrà attendere le verifiche delle strutture tecniche della Regione

 

TRIESTE, 14 Luglio - Un dipendente della Regione Friuli Venezia Giulia, cittadino italiano impiegato presso l'Ufficio di rappresentanza di Bruxelles, chiede il congedo matrimoniale per convolare a nozze omosessuali con un militare belga, scatenando un caso legale del quale ha dovuto occuparsi, nel corso della sua ultima riunione, la Giunta regionale.

Il matrimonio - come ha riferito oggi il quotidiano Il Piccolo - è avvenuto circa un anno fa in Belgio, dove le unioni gay sono riconosciute, tanto che i documenti personali del dipendente in questione lo indicano come "coniugato". Per vedersi riconosciuto il congedo, però, il dipendente dovrà attendere le verifiche delle strutture tecniche della Regione, impegnate ad accertare se deve prevalere il principio comunitario, per il quale un cittadino europeo è soggetto all'ordinamento del Paese nel quale risiede e lavora, ovvero se in questo caso deve prevalere l'ordinamento italiano.

"L'orientamento della Giunta - ha spiegato l'assessore regionale al Personale, Gianni Pecol Cominotto, interpellato dall'ANSA - è quello di applicare il diritto comunitario, quindi riconoscere la validità dell'ordinamento del Paese dove il dipendente è residente e lavora. Ma di fronte al dubbio, sollevato dalle strutture tecniche, che suggerivano di ricorrere al giudice del lavoro italiano, affinché fosse lui a dirimere la questione, la Giunta ha rilevato che adire al giudice italiano era già una scelta, cioè la scelta per la quale l'ordinamento dominante era e doveva essere quello italiano."

In questo caso - ha proseguito l'assessore - adire al giudice "non avrebbe avuto molto senso, perché, se la convinzione era quella di prevalenza dell'ordinamento di origine del rapporto di lavoro, e non quello del Paese dove il lavoro viene svolto, a questo punto bisogna negare il congedo matrimoniale e basta, non occorre ricorrere a nessun giudice."

La Giunta invece ha espresso l'orientamento che si doveva ritenere prevalente il principio comunitario e quindi applicabile l'ordinamento del Paese presso il quale il lavoro viene svolto. "In quest'altro caso, invece - ha precisato Pecol Cominotto - il congedo matrimoniale deve essere concesso, perché il matrimonio in Belgio ha valore legale ed è trascritto sui documenti di stato civile. Ma, dato questo orientamento, la Giunta ha incaricato le strutture tecniche di verificare se il tipo di orientamento dato è quello corretto.

Ove venga ritenuto tale - ha aggiunto l'assessore - saranno le stesse strutture tecniche, in quanto la competenza è loro, e non della Giunta regionale, ad erogare direttamente il congedo matrimoniale. In pratica, l'opzione la Giunta l'ha fatta, salvo verificarla sotto il profilo tecnico."

 

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