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DA ARCIGAY E ARCILESBICA UDINE UN PLAUSO PER LA DECISIONE DELLA GIUNTA REGIONALE, MA ANCHE UN MONITO AL
PRESIDENTE ILLY: "ORA CHIARISCA LA SUA POSIZIONE IN FAVORE DEL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DELLE COPPIE OMOSESSUALI"
Lo reputano un segnale senz'altro positivo, ma, allo stesso tempo, affermano che c'è ancora molta strada da fare.
Queste le prime reazioni del Comitato Provinciale Arcigay Nuovi Passi e di Arcilesbica Udine all'indomani delle dichiarazioni
del presidente della Regione, Riccardo Illy, sull'orientamento della giunta in merito al dipendente regionale Giulio Papa, che
ha richiesto gli vengano riconosciute le ferie matrimoniali in seguito all'unione contratta lo scorso anno con il suo compagno
belga a Bruxelles. Un plauso convinto e unanime, invece, viene rivolto dall'intera comunità omosessuale della regione
ai due coniugi, Giulio e Dirk, per aver portato con tenacia e coraggio queste tematiche ancora una volta all'attenzione delle
istituzioni e dell'opinione pubblica.
Ad esprimere alcune perplessità sulle dichiarazioni di Illy è la presidentessa di ArciLesbica Udine, Eva Dose.
"Non vorrei si trattasse di una mossa per attirare l'elettorato gay e lesbico – afferma –, in vista delle prossime elezioni
regionali ormai alle porte. Non dimentichiamo che il presidente Illy ha più volte espresso opinioni dichiaratamente
omofobe in merito al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso. O il presidente dichiara apertamente che
è giusto e che è arrivata l'ora di riconoscere il matrimonio anche per le coppie gay e lesbiche, o dichiarazioni
di questo tipo lasciano il tempo che trovano". E aggiunge "L'Italia si troverà sempre più spesso ad affrontare
intoppi burocratici di questo tipo, finché non si adeguerà alle normative europee antidiscriminatorie nei
confronti delle e degli omosessuali."
Secondo Daniele Brosolo, presidente del Comitato Provinciale ArciGay Nuovi Passi di Udine, "le dichiarazioni di Illy iniziano
finalmente ad andare nel verso che noi riteniamo giusto. E' veramente ora – prosegue – che il Parlamento vari delle norme a
tutela dei diritti delle coppie dello stesso sesso. E' paradossale che, in un'Europa che si dice inclusiva, un cittadino
italiano, che lavora in un Paese membro e si unisce in matrimonio in base alle leggi in vigore in quello Stato, non possa
godere degli stessi diritti che spettano a una coppia eterosessuale. Voglio comunque sperare che Illy – conclude Brosolo –
oltre a belle dichiarazioni come quella secondo cui, se gli uffici tecnici dovessero negare a Papa il permesso matrimoniale,
sarà lui stesso a pagargliele di tasca propria, si esprima chiaramente a favore del riconoscimento dei diritti di gay e
lesbiche, a differenza di come è accaduto in passato. E il parere della giunta e del suo presidente in merito al "caso"
Bruxelles può costituire un importante precedente."
Daniele Brosolo
Presidente Comitato Provinciale ArciGay Nuovi Passi – Udine
Eva Dose
Presidentessa ArciLesbica Udine
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