Friuli

Mercoledì 22 agosto 2007

ArciLesbica e ArciGay Udine preoccupati per il crescendo di omofobia

 

I presidenti delle due associazioni friulane intervengono sui recenti fatti accaduti al "Pi-Greco" di viale Volontari a Udine.

"Non è più possibile considerare questi atti soltanto come semplici bravate, ma è necessario istituire una rete coordinata ed efficace tra associazioni, istituzioni e forze dell'ordine per contrastare il dilagante fenomeno dell'omofobia che sta crescendo anche nella nostra provincia". Esprimono forte preoccupazione Daniele Brosolo, presidente del Comitato Provinciale ArciGay Nuovi Passi di Udine e Pordenone, ed Eva Dose, presidentessa di ArciLesbica Udine, in seguito all'ennesimo atto di intolleranza e violenza dimostrato nei confronti degli omosessuali con il lancio di un "gavettone", la sera di domenica scorsa, verso i clienti del music bar "Pi-Greco" di Udine, luogo di ritrovo frequentato anche da lesbiche e gay. «Dopo il recente rogo del bar "Planet" ai Rizzi - spiega Brosolo - locale frequentato anche da clientela omosessuale e distrutto appena una settimana fa da un incendio sulle cui cause si sta ancora indagando, i continui insulti urlati ai clienti del "Pi-Greco" evidenziano un preoccupante clima di odio nei confronti di gay e lesbiche, che richiede urgenti e improrogabili provvedimenti. Anche perché - aggiunge - l'episodio segue altri fatti analoghi, come ad esempio le scritte "Gay al rogo" apparse a ottobre sul marciapiede antistante il bar».

Le associazioni friulane, intanto, fanno anche sapere di essere solidali con i titolari di entrambi i locali e si mettono a disposizione, anche a livello nazionale, per iniziative congiunte mirate alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica e alla diffusione di una cultura dell'accoglienza e dell'accettazione. Attività queste, che i circoli provinciali di Udine non hanno mai smesso di promuovere e sviluppare in oltre quindici anni di presenza sul territorio.

Molto preoccupata si dice anche Eva Dose, presidentessa di Arcilesbica Udine. «Succede che, mentre una domenica sera sto seduta tranquillamente con gli amici in un bar del centro - afferma - passino in strada delle persone che ci urlano insulti omofobici lanciandoci contro, in questo caso, un gavettone. Ma un'altra volta potrebbe essere qualcosa di più contundente. E tutto questo perché? Perché siamo omosessuali». Poi Dose prosegue: «Finora abbiamo cercato di essere ottimiste riguardo alla serenità del nostro futuro in questo Paese, ma se non sarà approvata al più presto la legge antiviolenza per reati contro l'orientamento sessuale e l'identità di genere, episodi di violenza nei nostri confronti aumenteranno ancora, incoraggiati tra l'altro dalle becere e ignoranti "esternazioni" di alcuni rappresentanti istituzionali, indegni di un Paese civile e dal vile silenzio della maggior parte degli altri. E, in più, dalla confusione spirituale della gerarchia ecclesiastica cattolica - conclude - troppo lontana, per quanto ci riguarda, dal messaggio d'amore e di pace di Cristo».

 

 

 

 

 

 

 

 

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