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«Raccogliendo l'appello lanciato da Arcigay e Arcilesbica per "istituire una rete coordinata ed efficace tra
associazioni, istituzioni e forze dell'ordine per contrastare il dilagante fenomeno dell'omofobia" domani, giovedì, un
incontro urgente col Questore di Udine. Per esaminare la situazione udinese e identificare un referente all'interno delle Forze
dell'ordine, che possa raccogliere le segnalazioni che ci giungono ed attivarsi di conseguenza con indagini mirate. Un
esponente della polizia cui gli omosessuali possano rivolgersi con fiducia. Perché se Udine diventa una città
più sicura per gay e lesbiche, lo diventa per tutti». La richiesta è stata avanzata da Enrico Pizza,
consigliere comunale dei Ds e fa seguito alla denuncia ai carabinieri da parte del titolare del bar Pi Greco di viale Volontari
per il ripetersi di episodi di intolleranza.
«A Udine - insiste Pizza - il Comune spende soldi per le telecamere, queste registrano, ma poi le indagini che fine
fanno? Era l'ottobre dello scorso anno che sul Pi Greco veniva fatta l'infamante scritta "gay al rogo" contornata di svastiche.
Ragazzate o strategia politica? Le telecamere avevano ripreso i due individui che le avevano commesse alle 4 del mattino.
Accertarne l'identità era compito di indagini scientifiche, che avrebbero dovuto procedere agli opportuni ingrandimenti
e confronti. Siamo dopo tanti mesi ancora in attesa dei risultati».
«Dopo la richiesta di una settimana fa di scandagliare a fondo la pista dell'omofobia per l'incendio del discobar Planet
dei Rizzi - insiste Pizza - ecco l'altro episodio di intolleranza. Un gavettone e alcuni insulti sono certo meno gravi della
violenza, ma si inseriscono in un preoccupante clima di tensione che - se non bastano le denunce dell'americana Human Rights
First nel rapporto 2007 sull'omofobia in Italia - mi viene raccontato sempre più spesso da gay e lesbiche».
(pubblicato su Il Messaggero Veneto)
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