Il Perbenista

Mercoledì 10 ottobre 2007

Altro che San Daniele... Culatello per tutti!

Quando il marito tradisce con un uomo. L'urlo dei gay: non chiamatelo vizietto

 

Se prendessimo un campione di 100 persone tra i lettori che al momento stanno leggendo quest articolo, sapremmo di sicuro che 5 di voi sono gay, ma non solo, almeno una ventina ammette di avere una bisessualità! Non sono numeri azzardati, questi sono dati veri provenienti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, per la quale il 5% della popolazione mondiale è omosessuale, senza contare trans o travestiti!

Abbiamo intervistato Enrico Pizza, esponente del consiglio comunale per Udine Democratica, dichiaratamente gay e gli abbiamo chiesto se è stata una scelta difficile o discriminante essere gay e dirlo apertamente qui a Udine: ironico e solare ci tiene a sottolineare come "gay non si nasce e non si diventa per vezzo; gay è un'identità che si costruisce durante tutti i momenti della vita. Quello che si sceglie non è l'identità omosessuale, si sceglie di vivere da omosessuale; già è molto spesso una piccola tragedia il cosiddetto coming out (cioè il rendere partecipe le famiglie e gli amici), figuriamoci quando tutta la società senza problemi apparenti comincia a sputare sentenze, opinioni e dettami per una vita felice che nessuno ha mai richiesto!."

Si parla spesso di OMOFOBIA, gli chiediamo se in città è forte oppure è un loro gridare "al lupo al lupo" per darsi visibilità (tutto aiuta...): a parte i ben noti episodi di gavettoni lanciati in qualche locale, svastiche e scritte tipo "gay al rogo", ci ricorda un episodio in cui hanno scritto insulti sull'armadietto del personale infermieristico in un ospedale dell'udinese e un altro caso simile in un'azienda locale, restando fermo il fatto che l'insulto più gettonato in qualsiasi ambiente è "finocchio, frocio" e via dicendo. Mmm... sempre di razzismo si tratta , ma mi permetto di dire: ci sono voluti secoli alla società per capire che "sporco negro" non è proprio una bella cosa da dire, volete che il concetto di gay inteso come identità, che in fondo ha solo 40 anni, venga accettato e capito dalla gente senza battere ciglio? Poveri illusi... e poi, anche voi, non avete pietà per i sessualmente normali con tutta quell'ostentazione di piume, colori, baci e tenerezze che vi scambiate in mondovisione al gay pride!!! A questo punto Enrico si acciglia un po' ricordando i soprusi e i pestaggi che gli omosessuali subirono dai poliziotti in Christopher Street a New York in quel non tanto lontano 28.6.'69. Da quell'episodio... "i froci hanno perso il loro sguardo ferito"... Beh... per ricevere una mimosa noi donne abbiamo dovuto perdere 129 operaie...

Tornando ai numeri: ci sono 1200 iscritti all'Arcigay di Udine, 3000 in tutta la regione. Gli chiediamo se questo numero sia veritiero, ma ridendo ci dice che sono solo una piccola parte, anzi, sono molti di più e, attenzione, dice "sono centinaia le coppie sposate in cui il marito, di solito, ha rapporti omosessuali all'insaputa della consorte". Quindi attente donne udinesi sposate sopra i 40 anni... siete voi le prime interessate. Da ciò se ne deduce che c'è un gran numero di omosessuali nascosti... gli chiediamo in quali ambienti, e lui risponde divertito: "in tutti!" Addirittura esiste un'associazione nazionale delle forze dell'ordine, la POLIS APERTA che chiede un riconoscimento al Ministero delle Pari Opportunità per togliere la discriminazione per i gay, che, se dichiarati, non possono fare il militare. Per non parlare della Curia Udinese. Gli sono stati raccontati casi di preti gay, che si astengano o meno, e ci racconta come ha conosciuto di persona seminaristi cacciati perché hanno confidato per sincerità verso il loro padre spirituale la loro tendenza, pur sentendo la chiamata... Dunque, ricapitolando: prete che confida al suo superiore quanto è difficile l'astinenza dall'andare con una donna: da lodare! Prete che confida quanto è difficile l'astinenza dall'andare con un uomo: da cacciare come un appestato!

Gli chiedo cos'è che rivendica il movimento internazionale GLBT (gay, lesbo, bisexual and transgender): la risposta è chiara: "uguaglianza di diritti". Come? Nel 2007 ancora non vi trattiamo come normali cittadini? Dice: "due sono state le richieste: l'estensione anche ai gay della legge Mancino del '93 per i crimini dettati dall'odio, che vale per tutte le minoranze, ma non per i gay, che si sa, molto spesso non sporgono querela per paura di venir scoperti. A tal proposito, nel '98 ci fu un episodio in cui in piazza Primo Maggio vennero pestati diversi gay di Udine, loro non hanno fatto denuncia e, non potendo usufruire della legge Mancino, le indagini non partirono d'ufficio... Seconda richiesta: i diritti sulle coppie conviventi. Rispetto le leggi e pago le tasse, quindi compio i miei doveri, ora voglio anche i diritti." Io che non sono ferrata gli chiedo se con i normali contratti di diritto privato non possano sopperire a questo, ma lui risponde prontamente: "i contratti valgono solo per i diritti patrimoniali tra la coppia, ma gli altri diritti, come l'inps, la pensione, le visite carcerarie e ospedaliere, non sono opponibili ai terzi, quindi è come se non ci fossero! E poi, perché una coppia etero per l'unione di fatto basta che si registri in comune, mentre io per farlo col mio ragazzo devo pagare un oneroso notaio?" La domanda viene spontanea? Sei a favore dell'adozione per i gay? Risponde: "siccome è un diritto dell'infante, in una società come la nostra non è nell'interesse del bambino venir dato ad una coppia gay, senza togliere il fatto che magari sarebbero in grado di dare lo stesso affetto di una tradizionale coppia etero". Più diplomatico di così Per concludere, visto che le città nordeuropee sono molto più aperte dell'Italia, sia Berlino che Parigi sono state pronte ad accogliere un possibile sindaco gay, Udine, secondo te, sarebbe pronta? La risposta è veloce: "dovrei candidarmi!"

 

Daniela Bortolin

 

(Pubblicato sul Il Perbenista, 10 ottobre 2007, Anno 1 - Numero 0)

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright ArciLesbica Udine 2006 - Versione 2.03

Sito ottimizzato per Internet Explorer con risoluzione 1024x768