|
Se prendessimo un campione di 100 persone tra i lettori che al momento stanno leggendo quest articolo, sapremmo di sicuro che 5 di voi sono gay, ma non solo,
almeno una ventina ammette di avere una bisessualità! Non sono numeri azzardati, questi sono dati veri provenienti dall'Organizzazione Mondiale della
Sanità, per la quale il 5% della popolazione mondiale è omosessuale, senza contare trans o travestiti!
Abbiamo intervistato Enrico Pizza, esponente del consiglio comunale per Udine Democratica, dichiaratamente gay e gli abbiamo chiesto se è stata una
scelta difficile o discriminante essere gay e dirlo apertamente qui a Udine: ironico e solare ci tiene a sottolineare come "gay non si nasce e non si
diventa per vezzo; gay è un'identità che si costruisce durante tutti i momenti della vita. Quello che si sceglie non è l'identità
omosessuale, si sceglie di vivere da omosessuale; già è molto spesso una piccola tragedia il cosiddetto coming out (cioè il rendere
partecipe le famiglie e gli amici), figuriamoci quando tutta la società senza problemi apparenti comincia a sputare sentenze, opinioni e dettami per
una vita felice che nessuno ha mai richiesto!."
Si parla spesso di OMOFOBIA, gli chiediamo se in città è forte oppure è un loro gridare "al lupo al lupo" per darsi
visibilità (tutto aiuta...): a parte i ben noti episodi di gavettoni lanciati in qualche locale, svastiche e scritte tipo "gay al rogo", ci
ricorda un episodio in cui hanno scritto insulti sull'armadietto del personale infermieristico in un ospedale dell'udinese e un altro caso simile in un'azienda
locale, restando fermo il fatto che l'insulto più gettonato in qualsiasi ambiente è "finocchio, frocio" e via dicendo. Mmm... sempre
di razzismo si tratta , ma mi permetto di dire: ci sono voluti secoli alla società per capire che "sporco negro" non è proprio una
bella cosa da dire, volete che il concetto di gay inteso come identità, che in fondo ha solo 40 anni, venga accettato e capito dalla gente senza
battere ciglio? Poveri illusi... e poi, anche voi, non avete pietà per i sessualmente normali con tutta quell'ostentazione di piume, colori, baci
e tenerezze che vi scambiate in mondovisione al gay pride!!! A questo punto Enrico si acciglia un po' ricordando i soprusi e i pestaggi che gli omosessuali
subirono dai poliziotti in Christopher Street a New York in quel non tanto lontano 28.6.'69. Da quell'episodio... "i froci hanno perso il loro sguardo
ferito"... Beh... per ricevere una mimosa noi donne abbiamo dovuto perdere 129 operaie...
Tornando ai numeri: ci sono 1200 iscritti all'Arcigay di Udine, 3000 in tutta la regione. Gli chiediamo se questo numero sia veritiero, ma ridendo ci dice
che sono solo una piccola parte, anzi, sono molti di più e, attenzione, dice "sono centinaia le coppie sposate in cui il marito, di solito, ha
rapporti omosessuali all'insaputa della consorte". Quindi attente donne udinesi sposate sopra i 40 anni... siete voi le prime interessate. Da ciò
se ne deduce che c'è un gran numero di omosessuali nascosti... gli chiediamo in quali ambienti, e lui risponde divertito: "in tutti!"
Addirittura esiste un'associazione nazionale delle forze dell'ordine, la POLIS APERTA che chiede un riconoscimento al Ministero delle Pari Opportunità
per togliere la discriminazione per i gay, che, se dichiarati, non possono fare il militare. Per non parlare della Curia Udinese. Gli sono stati raccontati
casi di preti gay, che si astengano o meno, e ci racconta come ha conosciuto di persona seminaristi cacciati perché hanno confidato per sincerità
verso il loro padre spirituale la loro tendenza, pur sentendo la chiamata... Dunque, ricapitolando: prete che confida al suo superiore quanto è
difficile l'astinenza dall'andare con una donna: da lodare! Prete che confida quanto è difficile l'astinenza dall'andare con un uomo: da cacciare come
un appestato!
Gli chiedo cos'è che rivendica il movimento internazionale GLBT (gay, lesbo, bisexual and transgender): la risposta è chiara: "uguaglianza
di diritti". Come? Nel 2007 ancora non vi trattiamo come normali cittadini? Dice: "due sono state le richieste: l'estensione anche ai gay della
legge Mancino del '93 per i crimini dettati dall'odio, che vale per tutte le minoranze, ma non per i gay, che si sa, molto spesso non sporgono querela per
paura di venir scoperti. A tal proposito, nel '98 ci fu un episodio in cui in piazza Primo Maggio vennero pestati diversi gay di Udine, loro non hanno fatto
denuncia e, non potendo usufruire della legge Mancino, le indagini non partirono d'ufficio... Seconda richiesta: i diritti sulle coppie conviventi. Rispetto
le leggi e pago le tasse, quindi compio i miei doveri, ora voglio anche i diritti." Io che non sono ferrata gli chiedo se con i normali contratti di
diritto privato non possano sopperire a questo, ma lui risponde prontamente: "i contratti valgono solo per i diritti patrimoniali tra la coppia, ma gli
altri diritti, come l'inps, la pensione, le visite carcerarie e ospedaliere, non sono opponibili ai terzi, quindi è come se non ci fossero! E poi,
perché una coppia etero per l'unione di fatto basta che si registri in comune, mentre io per farlo col mio ragazzo devo pagare un oneroso notaio?"
La domanda viene spontanea? Sei a favore dell'adozione per i gay? Risponde: "siccome è un diritto dell'infante, in una società come la
nostra non è nell'interesse del bambino venir dato ad una coppia gay, senza togliere il fatto che magari sarebbero in grado di dare lo stesso affetto
di una tradizionale coppia etero". Più diplomatico di così Per concludere, visto che le città nordeuropee sono molto più
aperte dell'Italia, sia Berlino che Parigi sono state pronte ad accogliere un possibile sindaco gay, Udine, secondo te, sarebbe pronta? La risposta è
veloce: "dovrei candidarmi!"
Daniela Bortolin
(Pubblicato sul Il Perbenista, 10 ottobre 2007, Anno 1 - Numero 0)
|