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Martedì sera, molti habituè del mondo politico cittadino lo davano perdente nel "ballottaggio" con l'ex Margherita Claudio Romano per
la corsa al quarto assessorato del PD che ha spaccato il partito. Poi, come succede nelle favole, Enrico Pizza si è addormentato consigliere semplice
e si è risvegliato assessore alla mobilità. Meglio, come puntualizzano i presidenti ArciGay e ArciLesbica di Udine Daniele Brosolo e Eva Dose,
assieme al presidente nazionale Aurelio Mancuso, Pizza si è svegliato nel ruolo dell'«unico assessore dichiaratamente gay di tutta Italia».
L'ha saputo solo dopo le 10:30, ricevendo una telefonata nella serra della scuola di Pozzuolo dove lavora come tecnico di laboratorio (ma è laureato).
«Non era affatto scontato - dice Pizza, fondatore del circolo ArciGay di Udine -. Il sindaco martedì mi aveva parlato della criticità
della mobilità. Ma l'incontro si è svolto come un colloquio di lavoro e si è concluso con un "le farò sapere".
Uno stile nuovo anche in questo, quello di Honsell». Come «nuovo» Pizza giudica l'approccio del sindaco, che, parlando delle critiche al
suo esecutivo ha detto di voler far piazza pulita delle «logiche del passato» da manuale Cencelli e, soprattutto, dei «pregiudizi».
«Mi è piaciuta quella frase sull'esecutivo che non è una "giunta di ex" ed è "una giunta contro i pregiudizi -
dice Pizza -. Io non sarò assessore in quanto gay, ma dimostrerò di essere un buon assessore omosessuale». E sarà un lavorone,
il sindaco l'ha messo in guardia («Mi raccomando: sulla mobilità ci massacreranno»», gli ha detto sulle scale di Palazzo). Anche perché
sarà uno dei tre «assessori dialoganti» (con Malisani e Santoro) che si spartiranno le competenze che prima erano del solo Cavallo,
visto che Honsell ha rinunciato a fare il «superassessorato» riunendo i referati alla Pianificazione e Lavori pubblici e li ha «composti e
decomposti - come spiega lo stesso sindaco - spartendo le competenze fra tre persone: mi è sembrato più efficace il dialogo a tre della
ricompattazione in uno». Ma il dialogo cominciato nella riunione di ieri alle 14 fra i novelli assessori per ora si è risolto in una
spartizione di competenze che vede avvantaggiata Malisani. A quanto si narra, infatti, l'«assessora» uscente avrebbe voluto per sé
alcuni settori che, in teoria, sarebbero dovuti andare a Pizza (arredo urbano e strade) e Santoro (aree dismesse tranne la Stu). L'Enrico, però,
su questo tace. E, forse per mettere la parola "fine" alla «guerra delle rose» con gli ex margheritini, annuncia: «Mi dimetterò
da consigliere: lo farò anche per far posto a Freschi (ex Margherita ndr) in consiglio».
Domenico Pecile
(da Il Gazzettino dell'8 maggio 2008)
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