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Sono preoccupati per il crescente clima di tensione e intolleranza che si respira. Anche in Friuli. Perché - dicono - l'ennesima scritta
omofoba che ha imbrattato i muri del music bar "Pi Greco" è solo l'ultimo di una serie di episodi di cui sono vittime gli omosessuali.
Per questo motivo i presidenti delle associazioni ArciGay e ArciLesbica di Udine, rispettivamente Daniele Brosolo ed Eva Dose, hanno voluto esprimere
preoccupazione denunciando il disagio crescente degli omosessuali.
«Purtroppo - dice Eva Dose - in questi ultimi due anni i gesti incivili e gli insulti agli omosessuali sono aumentati. Questa estate hanno imbrattato
i muri del cimitero dei Rizzi dimostrando di non avere rispetto nemmeno per un luogo di culto. Nel 2005 invece il banchetto dell'associazione, unico tra i
tanti, è stato devastato durante la kermesse di FriuliDoc. Fortunatamente dalle minacce non si è passati ai fatti e in provincia non si sono
registrati episodi di violenza fisica, ma molte persone hanno paura. Non vorrei creare allarmismo, ma nemmeno sottovalutare questi gesti».
A parere di Dose si tratta di «gesti incivili che denotano un degrado culturale crescente. C'è una paura ingiustificata per lo straniero -
prosegue - per gli omosessuali e più in generale per tutto ciò che viene considerato diverso: è lo specchio di una società al
degrado e la preoccupazione non dovrebbe riguardare solo noi omosessuali, ma tutti i cittadini».
Per questo motivo ArciGay e ArciLesbica lanciano anche un appello agli udinesi: «se qualcuno ha visto qualcosa lo denunci alle forze dell'ordine».
Nel frattempo il comando della polizia municipale di via Girardini sta analizzando il filmato registrato dalle telecamere di piazzale Osoppo nella notte
fra sabato e domenica. La speranza è che dalle immagini sia possibile individuare gli autori della scritta o almeno un numero di targa sospetto.
(c.r.)
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