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Johanna Sigurdardottir, 66 anni, sarà molto probabilmente la prima ministra lesbica d'Islanda (e del mondo)
Il suo nome indicato per
l'esecutivo di transizione.
Sarà molto probabilmente la prima donna primo ministro d'Islanda, e sarà anche la prima premier dichiaratamente omosessuale dell'isola, anzi,
dell'intero mondo.
Johanna Sigurdardottir, 66 anni, ministro uscente degli Affari sociali, ex hostess, in partnership civile dal 2002 con un'altra donna, è stata
selezionata dal partito socialdemocratico come candidata primo ministro.
Ieri, i Socialdemocratici e i Verdi hanno ricevuto mandato dal presidente della Repubblica di formare il nuovo governo dopo il crollo dell'esecutivo del
centrista Geir Haarde, dovuto alle proteste sociali e alle conseguenze devastanti della crisi economica.
Il nome di Sigurdardottir ha ricevuto l'approvazione anche del partito dei Verdi. Il nuovo esecutivo di coalizione dovrebbe concretizzarsi prima della
fine della settimana e godere dell'appoggio esterno del Partito del Progresso (centrista); in ogni caso il paese dovrebbe tornare alle urne entro poche
settimane.
Il premier uscente Geir Haarde aveva annunciato le elezioni anticipate per il 9 maggio (la scadenza naturale del mandato sarebbe stata nel 2011) ed
intendeva restare al governo fino allora; ha ceduto dopo la diagnosi di una grave malattia. E' possibile che si voti anche prima: il Presidente della
Repubblica ieri ha indicato possibile un ritorno alle urne dalla fine di marzo ai primi di giugno.
Sigurdardottir, tuttavia, avrebbe chances di essere riconfermata. Secondo un sondaggio d'opinione realizzato nel dicembre 2008 dall'istituto, è il
ministro più amato del paese con un tasso di soddisfazione sul suo operato del 73%. E' anche l'unico ministro del governo uscente che ha visto
aumentare la sua popolarità rispetto a un analogo sondaggio realizzato nel dicembre del 2007.
L'Islanda, isola di 320.000 abitanti, è stata pesantemente colpita dalla crisi; la sua prosperità basata su un settore bancario ipertrofico
in autunno è collassata. In ottobre il governo è stato obbligato a nazionalizzare in tutta fretta le tre prime banche del paese a corto di
liquidità, provocando la collera degli abitanti, molti dei quali hanno perso il lavoro e tutti i loro risparmi.
(da APCOM)
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