|
Giovane rincorso vicino all'università. L'ArciGay: in città sta crescendo l'intolleranza
I circoli stanno pensando a una fiaccolata di sensibilizzazione
IL CASO
L'allarme dell'udinese Alberto Baliello, della segreteria nazionale: «Molti non denunciano perché nascondono la loro omosessualità ai
genitori».
Seguito, rincorso e poi insultato e minacciato ripetutamente da due giovani perché gay. In pieno centro a Udine, in una via poco distante
dall'università. E in pieno giorno, più precisamente giovedì pomeriggio, poco dopo le 17. E' l'ennesimo episodio di intolleranza
registrato quest'anno dall'ArciGay udinese. Vittima dell'aggressione, fortunatamente solo verbale, uno studente universitario. Che oggi ha paura.
Perché l'università la frequenta tutti i giorni. E il timore è quello che gli insulti possano ripetersi o addirittura che dalle
minacce si passi alla violenza fisica. Un timore condiviso anche da tantissimi altri omosessuali che come lui in questi giorni hanno paura.
Dopo gli episodi di intolleranza registrati negli ultimi giorni in diverse città italiane, a incominciare da quelli di Roma che hanno portato
all'arresto di due ragazzi, anche a Udine sembra stia emergendo un clima di crescente intolleranza. Tanto che ArciGay e ArciLesbica potrebbero organizzare
la prima marcia/fiaccolata per difendere i diritti degli omosessuali. E i Comitati delle due associazioni hanno chiesto un incontro al sindaco, Furio Honsell.
Scopo della riunione in programma luned6igrave; 14 settembre sarà proprio quello di stabilire una strategia per evitare che si verifichino altre
aggressioni o comunque manifestazioni di scarsa tolleranza verso omosessuali in Friuli. «Udine è sempre stata un'isola felice - dice Alberto
Baliello, l'unico friulano a far parte della segreteria nazionale dell'ArciGay -, ma purtroppo, soprattutto nell'ultimo periodo, c'è stata
un'escalation di episodi di intolleranza. L'impressione è che alcuni fatti di cronaca provochino poi dei tentativi di emulazione. Certo, il fatto
che uno studente sia stato insultato di giorno uscendo dall'università è molto grave. Due giovani lo hanno rincorso gridandogli insulti
a chiaro sfondo sessuale, ma purtroppo non sono stati riconosciuti da nessuno, altrimenti avremmo presentato subito denuncia».
Lo studente per il momento non sembra infatti intenzionato a denunciare l'accaduto, ma l'ArciGay potrebbe comunque informare le forze dell'ordine.
«Abbiamo sempre avuto un'ottima collaborazione con la Questura, che ci aveva anche indicato un referente, e con tutte le altre forze dell'ordine -
prosegue Baliello che in passato ha presieduto l'ArciGay udinese -, ma solo una minima parte di questi episodi si trasforma in una vera e propria denuncia.
Per tanti ragazzi e ragazze infatti l'omosessualità non è dichiarata e viene vissuta in segreto. Così quando accadono questi fatti
c'è la paura di uscire allo scoperto, il timore di dover dare spiegazioni in famiglia o sul lavoro. Così, di fatto, gli omosessuali
vengono discriminati due volte».
Per questo motivo l'ArciGay sta portando avanti una battaglia anche a livello nazionale. «Oggi la legge Mancino che tutela tutte le minoranze
non comprende gli omosessuali - dice Baliello - e quindi i reati commessi nei confronti di gay e lesbiche non vengono perseguiti d'ufficio, ma solo a
fronte di una querela. Una legge che vogliamo cambiare proprio perché le denunce sono pochissime in relazione al numero di episodi di intolleranza
che si verificano».
di Cristian Rigo
(pubblicato su Il Messaggero Veneto del 6 settembre 2009)
|