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La manifestazione prevista dalle 19 alle 22 dopo l'incontro con il sindaco.
Tra gli altri hanno assicurato la loro adesione Arci e "Donne in Nero"
Gli omosessuali scendono in piazza. Per la prima volta gay e lesbiche hanno infatti deciso di organizzare una manifestazione pubblica di protesta a Udine
subito dopo l'incontro, già fissato, con il sindaco Furio Honsell in programma lunedì prossimo, 14 settembre. Il ritrovo è in
Piazzetta Lionello.
L'obiettivo della fiaccolata che si svolgerà in pieno centro storico dalle 19 alle 22 è duplice: da un lato protestare contro la
violenza nei confronti di gay e lesbiche e dall'altro chiedere l'approvazione della legge contro l'omofobia (da tempo ferma in Parlamento) che
prevede la possibilità di perseguire d'ufficio i reati contro gli omosessuali anche nel caso in cui la vittima non denunci il fatto. Secondo il
presidente dell'ArciGay udinese Daniele Brosolo, dopo gli episodi di intolleranza registrati negli ultimi giorni in diverse città italiane, a
incominciare da quelli di Roma che hanno portato all'arresto di due ragazzi, «anche a Udine sta emergendo un clima di crescente intolleranza».
Tanto che l'associazione parla di un'escalation di episodi di discriminazione anche se la situazione in generale resta tranquilla e la maggior parte
delle aggressioni sono soltanto verbali.
«Ma se vogliamo che la situazione non peggiori - ricorda l'assessore e fondatore dell'ArciGay udinese, Enrico Pizza - dobbiamo tenere alta
l'attenzione. Anche perché nel recente passato non sono mancati neppure a Udine episodi vandalici di matrice omofoba, come le scritte comparse
davanti a un noto bar della città frequentato da omosessuali, la devastazione di un banchetto dell'ArciLesbica e il pestaggio avvenuto nel
Pordenonese».
Segnali che le associazioni non intendono sottovalutare. Per questo motivo è stato infatti richiesto l'incontro al sindaco Honsell con
l'obiettivo di stabilire una strategia per evitare che si verifichino altre aggressioni a omosessuali in Friuli. Anche perché solo una minima
parte di questi episodi si trasforma in una vera e propria denuncia. «Per tanti ragazzi e ragazze infatti l'omosessualità non è dichiarata
e viene vissuta in segreto - sostiene Alberto Baliello della segreteria nazionale ArciGay -. Così quando accadono questi fatti c'è
la paura di uscire allo scoperto e magari dover dare spiegazioni in famiglia o al lavoro». Per tale ragione l'ArciGay sta portando avanti una
battaglia per cambiare la legge Mancino.
All'iniziativa udinese, che è nata spontaneamente, hanno aderito oltre ad ArciGay e ArciLesbica anche l'Arci e le Donne in Nero. Alla fiaccolata
non ci saranno bandiere politiche ma soltanto candele e i colori della pace.
di Cristian Rigo
(pubblicato su Il Messaggero Veneto del 10 settembre 2009)
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