Messaggero Veneto

Venerdì 26 febbraio 2010

ARCIGAY E ARCILESBICA AL MALIGNANI DI UDINE. A SCUOLA CONTRO BULLISMO E OMOFOBIA

ArciGay e ArciLesbica entrano a scuola: lezioni contro bullismo e omofobia

 

«Ragazzi, gay e lesbiche potrebbero essere fra voi e non dovete temere sulla vostra identità». La "diversità" è una ricchezza a scuola: etero e omo. Lo hanno detto chiaro agli studenti dell'Itg Pertini, ieri nell'auditorium Concordia, i vertici di ArciGay di Pordenone e Udine Daniele Brosolo e Giacomo Deperu, con Eva Dose e Maria Ginaldi, presidenti dell'ArciLesbica di Udine e Trieste. «Il 10 per cento della popolazione pordenonese è gay o lesbica - è il risultato dei monitoraggi di genere -. Il mondo sta cambiando e ci sono diritti affermati: il caso di Svastichella a Roma, che accoltella coppie gay, è isolato. E' importante confrontarsi e crescere senza tabù. Gli incontri con gli studenti sono importanti, per scongiurare ghetti e pregiudizi con l'informazione e la conoscenza».

Applausi da 200 ragazzi del Pertini in platea e onori di casa della dirigente Angela Dicidomine, con i rappresentanti di istituto Alan Manfè, Omar Rigo e Nicholas Strohbach. «No alla sindrome della diffidenza - hanno detto -. Vogliamo saperne di più sulle problematiche sociali e personali: per evitare gli stereotipi e ipocrisie».

Il progetto formativo 2009-2010 di ArciGay "A scuola per conoscersi - isolamento sociale, bullismo, omofobia e strategie di intervento in ambiente scolastico" è sponsorizzato dalla Regione. Lotta contro il pregiudizio in aula. Quello che sigla a fuoco, con stereotipi violenti e aggressioni gli adolescenti alla ricerca dell'identità sessuale e li mette al palo della paura, o dell'intolleranza.

«Abbiamo difficoltà d'accesso nelle scuole di Pordenone - hanno segnalato Deperu e Brosolo -. Siamo felici della partecipazione attenta dei ragazzi dell'Itg Pertini: è un modo per celebrare 20 anni di attività informativa e di sensibilizzazione, sul territorio. Riceviamo telefonate da tutta Italia: a volte sono SOS di solitudine e paura. Vogliamo essere un punto di riferimento e aiuto». Il rischio emergente? «L'aggressività giovanile manipolata dai poteri forti - ha concluso Deperu -. Rischiamo di essere di nuovo, un bersaglio»».

 

(c.b.)

(pubblicato su Il Messaggero Veneto del 26 febbraio 2010)

 

 

 

 

 

 

 

 

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