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Da lunedì poster anche a Pordenone, il motto: "Civiltà prodotto tipico friulano". Honsell li difende, Pdl e
Chiesa: «Indecenti»
UDINE - Un bacio omosex sullo sfondo di una romantica tavola imbandita, a lume di candela, con formaggi, prosciutti e vini friulani a
sottolineare che anche la "civiltà è un prodotto tipico friulano": è l'immagine dei 200 manifesti che da lunedì
prossimo, nonostante le aspre polemiche, per dieci giorni campeggeranno per le strade di Udine e Pordenone.
L'iniziativa è dell'ArciGay e ArciLesbica di Udine e Pordenone per la Giornata mondiale contro l'omofobia, e, soprattutto, per i 20 anni del
circolo ArciGay friulano, uno dei primi a nascere in Italia. «Il Friuli - ha spiegato oggi Giacomo Deperu, ideatore della campagna,
ritratto in uno dei manifesti mentre bacia il compagno Stefano - è una terra da sempre simbolo di grandi valori di civiltà, tolleranza,
laicità e generosità. Sono valori condivisi nei quali anche gli omosessuali friulani si riconoscono. Per affermarli abbiamo fatto battaglie
nelle quali, per anni, abbiamo messo il cuore. Per contribuire ad abbattere un ulteriore muro d'incomprensione, quello dell'omofobia, oggi ci mettiamo anche la
faccia, sapendo che l'esempio di serenità e dolcezza di questi manifesti può essere d'aiuto per i giovani omosessuali, spaventati da una
società che spesso li esclude e li minaccia».
Ma quell'immagine, che per gli omosessuali friulani «rappresenta, con un bacio, la spontaneità dei nostri affetti - per usare le parole dei
presidenti dei circoli Daniele Brosolo e Laura Presta - e riconosce al Friuli la capacità di vivere le differenze come una ricchezza», proprio
non piace al presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani (Pdl), e al direttore dell'Ufficio di pastorale della famiglia della Diocesi
di Udine, don Giuseppe Faccin. «È un'ostentazione pubblica fuori luogo di orientamenti sessuali privati - ha tuonato Ciriani - e non è
neanche trasgressiva, perché, considerate le immagini con le quali i media ci bombardano ogni giorno, ormai sarebbe più trasgressivo mostrare
una famiglia normale». Più secca la critica di don Faccin, che ha semplicemente definito «indecente» il patrocinio dato dal Comune
di Udine alla campagna, forse ricordando quanto avvenuto in altre città italiane, come Bergamo dove, per esempio, sempre fra mille polemiche,
il sindaco ha vietato una mostra fotografica perché le immagini ritraevano baci omosessuali.
Impassibile è stata la replica del sindaco di Udine, Furio Honsell, che non ha nascosto «la sorpresa per la strumentalizzazione» che
è stata fatta dei manifesti. «Sono baci di affetto - ha spiegato - e per me è importante che Udine sia e si dimostri una città
attenta ai diritti di tutti, una città che rifiuta qualunque tipo di intolleranza». «A chi sostiene che queste immagini possono essere
diseducative - ha concluso Eva Dose di ArciLesbica - rispondiamo che al contrario educano, perché mostrano con garbo e dolcezza la realtà
degli affetti omosessuali. Non è diseducativo mostrare la realtà, ma nasconderla».
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