Messaggero Veneto

Lunedì 17 maggio 2010

NON SI SPENGONO LE POLEMICHE PER LA CAMPAGNA DI AFFISSIONI CONTRO L'OMOFOBIA

 

BACI GAY. Divampa la polemica tra le forze politiche nel giorno dedicato alla lotta contro l'omofobia La Destra: sappiamo che è illegale, ma copriremo lo stesso quelle immagini e ne affiggeremo altre

Il Pdl attacca. Pd: abbassare i toni

Ciani: intervenga il Tutore dei minori. Serracchiani: riflessione serena

 

Oggi, Giornata mondiale contro l'omofobia, è anche il giorno dei manifesti della discordia. Quelli che ritraggono due uomini e due donne che si baciano sotto lo slogan "Civiltà prodotto tipico friulano". L'europarlamentare e segretaria regionale del Pd, Debora Serracchiani, invita tutti ad abbassare i toni; il Pdl chiede l'intervento del Tutore dei minori, mentre la Destra è pronta ad oscurare i manifesti con un'azione che - riconosce - è ai limiti della legalità.

«Abbassiamo i toni perchè, diversamente, e usando il gergo sportivo, perdiamo di vista la palla». L'invito - dopo le aspre polemiche di questi giorni - arriva dal segretario regionale ed europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani. Abbassare i toni - insiste - «avendo però ben presente che la giornata dell'omofobia riguarda tutti ed è una giornata sulla quale tutti dovremmo riflettere serenamente».

Mi fa piacere – aggiunge – che il centrodestra «si faccia vivo su questo tema, ma lo inviterei a prestare la stessa attenzione anche alle esigenze della città e non limitarsi a polemizzare sempre con l'amministrazione comunale». In questo caso – precisa – il Comune ha semplicemente dato il patrocinio a una manifestazione mondiale. La Serracchiani aggiunge di avere apprezzato le parole di don Faccin, «perchè pone questioni vere a partire dal fatto che l'obiettivo primario di questa vicenda è occuparci delle discriminazioni e quindi anche dell'omofobia». Infine, «mi avrebbe fatto piacere che « il centrodestra fosse intervenuto anche quando si parlava delle vicende di Silvio Berlusconi perché non credo che ci siano moralità di serie A e di serie B».

Sul fronte opposto, sarà Paolo Ciani, responsabile degli enti locali del Pdl, a rivolgersi al Tutore dei minori, mentre la Destra si spinge oltre e per bocca del portavoce, Ernesto Pezzetta, annuncia «l'intenzione di coprire i manifesti, andando incontro alle prevedibili conseguenze della legge». La Destra predisporrà manifesti in cui verranno «evidenziate le mani callose di un nostro contadino, l'emigrante con la sua valigia, il soldato in pace e in guerra»; insomma «immagini della civiltà friulana».

Per Ciani, invece, «la campagna pubblicitaria contro l'omofobia poco ha a che fare con l'omofobia stessa e molto con le rivendicazioni e le battaglie per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. In pratica una bella evoluzione dei gay pride con le identiche finalità ovvero l'orgoglio omosessuale». Per il Pdl, nulla da eccepire «sulle pratiche sessuali di ogni individuo che debbono essere salvaguardate, ma non debbono e non possono mai prevaricare le libertà degli altri, altrimenti è violenza. La campagna pubblicitaria sul tema, che mescola prodotti enogastronomici e baci gay indicandoli come prodotti tipici friulani, è una provocazione che riempie d'orgoglio non chi fa una battaglia contro i soprusi e le discriminazioni, compresa l'omofobia, ma chi ritiene che le coppie omosessuali debbano a tutti i costi potersi sposare, adottare figli etc etc».

Ciani si dice convinto che in fondo lo scopo di questa campagna pubblicitaria è di mettersi in mostra, né più né meno di quello che fa qualche programma televisivo perché così si fa audience. «E allora se nei programmi televisivi - chiosa - deve comparire il bollino verde o rosso per indicare se il programma può essere visto dai bambini, credo che vi siano tutte le condizioni per far intervenire in proposito il Tutore dei minori del Fvg, perché l'abbinata di immagini, prodotti e slogan sono non solo una violenza nei confronti della maggioranza dei friulani, ma anche e soprattutto nei confronti dei bambini giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi, ovvero modelli comportamentali che possono condizionare i più piccoli». Oggi Ciani chiederà al Tutore dei minori di analizzare la campagna pubblicitaria e adottare ogni azione nella salvaguardia dei bambini.

 

Le altre reazioni

Udc: non creiamo confusione tra la gente

«Il 17 maggio 1990 l'Oms ha eliminato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali elevandola a naturale variante della sessualità. Da anni questo giorno non viene ricordato con facilità ma passa, spesso, in secondo piano. Quest'anno a Udine verranno appesi 100 manifesti raffiguranti due ragazzi e due ragazze che si baciano sotto la scritta "Civiltà. Prodotto tipico friulano"». Così il consigliere comunale dell'Udc, Fabrizio Anzolini. Che aggiunge: «In città, o meglio, si è aperto un acceso dibattito sull'opportunità di concedere il patrocinio del Comune. Quello d'intavolare discussioni intorno a formalismi invece che attorno alla sostanza è un atteggiamento ricorrente di questa Seconda Repubblica».

Personalmente – dice ancora – credo che l'obbiettivo di quei manifesti fosse quello di tornare ad accendere l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica su un tema, difficile e a volte dimenticato, come quello dell'omofobia, un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, che taluni provano in maniera conscia o inconscia nei confronti degli omosessuali. Se l'obbiettivo era questo allora è stato raggiunto.

«Non perdiamoci - è ancora il parere di Anzolini - in banali disquisizioni e strumentali contrapposizioni. Non confondiamo grandi tematiche come quella del sostegno alla famiglia e della creazione, nel nostro Paese, di una seria politica per le famiglie con un tema, altrettanto serio, come quello della lotta all'omofobia. Finiremmo solo per contribuire a creare grande confusione tra la gente».

 

Da stamattina intanto gli addetti cominceranno ad affiggere i cento poster con le contestate fotografie in diverse zone per "coprire" tutta Udine

Campagna al via, ma in città spuntano adesivi omofobi

Appiccicati nelle colonnine dei parcometri. L'ArciGay: questo dimostra che l'omofobia esiste

Non si placa la polemica sull'affissione dei 100 manifesti di Arcigay e Arcilesbica in città. E non è soltanto polemica sulle idee, sui contenuti, sull'opportunità dell'iniziativa, ma anche contrapposizione che definire di cattivo gusto è un eufemismo.

Ieri mattina, in diverse parti della città sono comparsi alcuni adesivi incollati ai muri o alle colonnine dei parcometri con la scritta "Froci, la natura e il mondo vi ripudierà". In alcuni casi la scritta era accompagnata anche da immagini sconce. Ma l'ArciGay preferisce la consegna del silenzio. «Non possiamo commentare né replicare ad atti così incivili - commenta uno dei loro portavoce - perché il nostro obiettivo non è lo scontro ma generare un franco dibattito su un problema di stretta attualità qual è l'omofobia, un problema che ha sancito una giornata di carattere mondiale. Resta il fatto che questi adesivi confermano che l'omofobia è un problema reale, vero, e non un'invenzione delle nostre associazioni. E che dunque chi ha voluto dedicare il 17 maggio a questo problema lo ha fatto sicuramente a ragion veduta».

Gli organizzatori dell'iniziativa - al di là dello slogan contenuto sul manifesto (i manifesti approderanno anche a Friuli Doc, proprio per l'abbinamento che si è voluto provare con i prodotti tipici enogastronomici della piccola Patria - assicurano dunque che il loro unico obiettivo è il dialogo. Nell'interesse di tutti. Dialogo che hanno proposto anche ai vertici della Diocesi friulana che ha condannato il modo in cui l'iniziativa è stata condotta e, soprattutto, il "sostegno" morale che ha ottenuto dall'amministrazione comunale di Udine e in primis dal sindaco Furio Honsell. L'impressione è che l'eco di questo 17 maggio sia destinato ad amplificarsi e creare uno strascico polemico anche nei prossimo giorni.

E nelle pieghe delle tante prese di posizione, c'è da registrare un distinguo all'interno di Sinistra ecologia e Libertà. Ieri, Alessandro Zan, assessore a Padova e responsabile nazionale dei Diritti civili di Sinistra ecologia e libertà ha dichiarato senza mezzi termini di appoggiare l'iniziativa udinese. Una precisazione, questa, nei confronti del consigliere udinese, Federico Pirone, che aveva definito la vicenda una provocazione che non aiuta. «Per noi - sostiene Zan - il presupposto del dialogo consiste soprattutto nelle idee diverse. Altrimenti rischiamo la dittatura delle idee medesime». Per Zan, «il manifesto è sicuramente positivo perché oltre a essere creativo denota anche la volontà di aprirsi al confronto». Come dire che «campagne come queste sono le benvenute. Perché anche esplicitare un bacio casto tra due persone che si vogliono bene esprime il desiderio di far riflettere».

 

E i radicali criticano la Chiesa friulana

«Apprendo della preoccupazione del vescovo di Pordenone per il patrocinio del Comune in favore dell'iniziativa dell'ArciGay per l'affermazione dei diritti degli omosessuali in particolare a vivere la propria affettività alla luce del sole. Purtroppo il vescovo sta percorrendo su un terreno scivoloso, quello dell'attacco al sindaco per il patrocinio del Comune, ovvero del piccolo aiuto per la stampa dei manifesti». Così Stefano Santarossa, presidente dei radicali Friulani.

Ricordo a Poletto - insiste - le innumerevoli occasioni con cui le amministrazioni di Pordenone e Udine hanno meritoriamente finanziato negli ultimi anni la Chiesa locale. «Forse - aggiunge - sarebbe giunta l'ora che finalmente la Chiesa facesse luce su come destina i 43 milioni 969 mila 406 euro che riceve ogni anno con l'8 per mille. Perchè in questo periodo di crisi non rinunciate ai vostri privilegi all'oro, all'argento e alle monete e non destinate parte dei beni che ricevete alle famiglie»?

 

di DOMENICO PECILE

Messaggero Veneto - edizione di Udine (pagina 7)

 

 

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IL CASO. Oggi viene avviata l'affissione dei manifesti voluti da ArciGay e ArciLesbica. Radicali e repubblicani contro la Curia locale. Bagatin: pensi ai preti pedofili

Baci gay, si spacca la maggioranza

Bomben (Pd): allibita e delusa. No comment di Bolzonello sul vescovo

 

I baci gay spaccano la maggioranza di centro-sinistra che governa il Comune di Pordenone. «Allibita del modo con cui si è agito» si è dichiarata la capogruppo del Pd, Flora Bomben, che censura il comportamento del sindaco. No comment da parte di Bolzonello.

A dare la stura alle polemiche che hanno covato sotto la cenere il richiamo del vescovo, Ovidio Poletto, che l'altro giorno ha criticato il patrocinio concesso dal Comune ai manifesti che verranno affissi da oggi in città e che vedono ritratti due gay e due lesbiche che si baciano.

«Sono allibita e dispiaciuta – afferma la capogruppo del Pd, Flora Bomben – delle modalità con le quali l'amministrazione comunale, della quale faccio parte, ha concesso il patrocinio. In passato il sindaco e la giunta sono stati aperti alle varie sensibilità e quindi equilibrati nel rappresentare le varie posizioni. Oggi, però, ci troviamo messi di fronte al fatto compiuto, senza essere stati interpellati come parte politica, a maggior ragione noi che nel Pd esprimiamo una ben precisa cultura».

La Bomben si sente di interpretare il pensiero «di tanta gente che non è bacchettona, ma ritiene non opportuno il patrocinio a una pubblicità che promuove scelte di vita diverse rispetto alle quali non esprimo condanna».

Il sindaco, Sergio Bolzonello, da parte sua, ha preferito non replicare alle parole del vescovo. «No comment da parte mia e dell'intera amministrazione», si è limitato a dire. Una frase che però testimonia imbarazzo per la polemica che si è aperta.

Sull'altro fronte è Stefano Santarossa, dei Radicali friulani, a polemizzare con il vescovo. «Gli ricordo – afferma – le innumerevoli occasioni con cui le amministrazioni di Pordenone e Udine hanno meritoriamente finanziato negli ultimi anni la Chiesa locale. Sarebbe ora che si facesse luce sul destino dei 43 milioni 969 mila 406 euro che la Chiesa riceve ogni anno con l'otto per mille».

Sul tema torna anche Luca Bagatin, del direttivo del Partito repubblicano, il quale esprime stupore per la contrarietà ai manifesti espressa dal presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, «al quale consiglierei di frequentare di più la destra europea di Sarkozy e Cameron, i quali sono oggi più vicini al movimento omosessuale di quanto non lo sia la sinistra. Al clero locale suggerirei di preoccuparsi dei recenti scandali relativi ai preti pedofili in seno alla stessa Chiesa cattolica e sui quali, per troppi anni, è stato mantenuto il più tetro silenzio».

 

L'intolleranza

A Udine spuntano adesivi omofobi

Non si placa nemmeno a Udine la polemica sull'affissione dei 100 manifesti di ArciGay e ArciLesbica. Ieri mattina, in diverse parti della città sono comparsi alcuni adesivi incollati ai muri o alle colonnine dei parcometri con la scritta "Froci, la natura e il mondo vi ripudierà". In alcuni casi la scritta era accompagnata anche da immagini sconce. Ma l'ArciGay preferisce la consegna del silenzio. «Non possiamo commentare né replicare ad atti così incivili – commenta uno dei loro portavoce – perché il nostro obiettivo non è lo scontro, ma generare un franco dibattito su un problema di stretta attualità qual è l'omofobia, un problema che ha sancito una giornata di carattere mondiale. Resta il fatto che questi adesivi confermano che l'omofobia è un problema reale, vero, e non un'invenzione delle nostre associazioni. E che dunque chi ha voluto dedicare il 17 maggio a questo problema lo ha fatto a ragion veduta».

Gli organizzatori dell'iniziativa – al di là dello slogan contenuto sul manifesto (i manifesti approderanno anche a Friuli Doc, proprio per l'abbinamento che si è voluto provare con i prodotti tipici enogastronomici della piccola Patria) – assicurano che il loro unico obiettivo è il dialogo. Nell'interesse di tutti. Dialogo che hanno proposto anche ai vertici delle diocesi di Udine e di Pordenone che hanno condannato il modo in cui l'iniziativa è stata condotta e, soprattutto, il sostegno morale che ha ottenuto dalle amministrazioni comunali dei due capoluoghi di provincia.

Nelle pieghe delle tante prese di posizione, c'è da registrare un distinguo all'interno di Sinistra ecologia e Libertà, Alessandro Zan, assessore a Padova e responsabile nazionale dei diritti civili di Sinistra ecologia e libertà, ha dichiarato senza mezzi termini di appoggiare l'iniziativa. Una precisazione, questa, nei confronti del consigliere udinese Federico Pirone, che aveva definito la vicenda una provocazione che non aiuta. «Per noi – sostiene Zan – il presupposto del dialogo consiste soprattutto nelle idee diverse. Altrimenti rischiamo la dittatura delle idee medesime».

 

di STEFANO POLZOT

Messaggero Veneto - edizione Pordenone (pagina 8)

 

 

 

 

 

 

 

 

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