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ArciGay e ArciLesbica Udine: "I manifesti coperti saranno nuovamente affissi.
Coprirli vuol dire nasconderci e atti del genere non ci inculcheranno il gene dell'omertà"
COPERTI NELLA NOTTE I MANIFESTI DI ARCIGAY E ARCILESBICA UDINE DA ESPONENTI DE LA DESTRA
Il presidente nazionale ArciGay, Patané: "Mentre a Roma ministri e
Presidente della Repubblica condannano omofobia, a Udine La Destra dà il via libera allo squadrismo
Brosolo, ArciGay Udine scrive al Ministro Carfagna perché stigmatizzi il gesto
Dose, ArciLesbica Udine: "Ancora convinti della civiltà del popolo friulano.
A differenza di quanto dimostra Pezzetta, non ci appartiene il gene dell'illegalità".
"Siamo choccati. Mentre a Roma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e il
presidente del Senato Renato Schifani condannavano con durezza l'omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali in Friuli, Pdl e La Destra davano
il via libera allo squadrismo pronto a censurare i nostri affetti, con il rischio di alimentare una spirale di inutile odio contro la comunità
gay e lesbica locale".
Queste le parole del presidente nazionale di ArciGay, Paolo Patanè, informato del fatto che nella notte erano stati coperti i manifesti realizzati
dal Comitato provinciale ArciGay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e da ArciLesbica Udine per la Giornata mondiale contro l'omofobia. Manifesti, che
avevano ricevuto il patrocinio delle amministrazioni comunali di Udine e di Pordenone e che ritraggono, sotto la scritta "Civiltà, prodotto
tipico friulano", due ragazzi e due ragazze che si baciano seduti a un tavolo imbandito con prodotti della tradizione enogastronomica locale.
Così come annunciato sulla stampa da alcuni esponenti regionali de La Destra, molti manifesti, affissi da ieri in cento copie a Udine e
altrettante nelle vie di Pordenone, sono stati coperti da grandi fogli bianchi. E in giornata, sono arrivate alla stampa locale anche le dichiarazioni
del responsabile regionale de La Destra, Ernesto Pezzetta, che ha ammesso di aver coperto i manifesti durante la notte.
"Chiediamo immediatamente – aggiunge il presidente di ArciGay Udine, Daniele Brosolo – "un intervento del Ministero delle Pari
opportunità e degli esponenti politici locali di centro-destra a stigmatizzare il deplorevole gesto. Pretendiamo poi, le scuse ufficiali di Pdl
e de La Destra che hanno ispirato il gesto vile di questa notte".
D'accordo con il presidente nazionale ArciGay, infatti, Brosolo ha inviato oggi una richiesta di intervento al ministro Carfagna, la cui segreteria
era già stata informata da Patané dell'accaduto. "Ovviamente procederemo per le vie legali contro i responsabili di questa azione –
prosegue il presidente del Comitato di Udine – così come alla riaffissione dei manifesti. Ringraziamo il sindaco di Udine – conclude – per
l'appoggio e l'entusiasmo con cui ha sostenuto la nostra campagna contro l'omofobia e per l'impegno nella riaffissione dei manifesti".
Ma l'iniziativa di ArciGay e ArciLesbica Udine, tra le varie critiche, aveva ricevuto anche quelle del consigliere regionale del Pdl Paolo Ciani,
secondo cui i manifesti costituirebbero "violenza nei confronti dei bambini, giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi".
"Tirare in ballo i bambini come ha fatto Ciani – prosegue ancora Patané - è un atto vile perché la bellezza dell'affetto,
qualunque sia la sua forma non può che essere educativa. Diseducativa per i bambini, al contrario, è la violenza, l'omofobia, la
discriminazione e il sopruso".
Critica e condanna al gesto di copertura arrivano anche da ArciLesbica Udine. "Il signor Pezzetta, che tanto vuole rappresentare il friulano
vero – dichiara Eva Dose – in realtà dimostra di voler inculcare nella nostra testa il gene dell'omertà. Coprire i manifesti –
prosegue – significa nascondere e negare una realtà ormai evidente. Da quando – si chiede Dose – è friulana la cultura dell'illegalità?
Io, da friulana, rifiuto gli esempi di omertà e illegalità, così come mi hanno sempre insegnato i miei genitori".
Le due associazioni udinesi, inoltre, proprio non accettano che, così come dichiarato da molti esponenti politici regionali, lo slogan
"civiltà prodotto tipico friulano" significhi inneggiare a una presunta "omosessualità friulana". "Da gente di
questa terra – spiega sempre Dose – sappiamo benissimo che anche la civiltà può essere un prodotto del Friuli ed è proprio su
quello, sul grande senso di civiltà di queste genti di cui siamo ancora convinti, che abbiamo voluto puntare la nostra campagna. Iniziativa
– conclude – che ci siamo pagati totalmente di tasca nostra, perché noi siamo dei volontari. Veri volontari friulani".
Daniele Brosolo
Presidente Arcigay Nuovi Passi
Laura Presta
Presidentessa Arcilesbica Udine
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