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(ANSA) - UDINE, 14 SET - Tornano in occasione della rassegna enogastronomica "Friuli Doc", in programma nel prossimo fine settimana a Udine,
i manifesti dell'ArciGay che ritraggono coppie omosessuali nell'atto di scambiarsi baci, con la dicitura "Prodotto tipico friulano: la
civiltà". L'iniziativa, lanciata nel maggio scorso in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, faceva il verso allo slogan
"Tipicamente friulano" lanciato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per promuovere i propri prodotti alimentari. E nei manifesti di
ArciGay e ArciLesibica i baci vengono scambiati proprio davanti a tavole imbandite con vino, formaggio o prosciutto. La prima affissione, a Udine e
Pordenone, era stata accompagnata da polemiche, sfociate anche nell'"oscuramento" dei manifesti da parte di ignoti. Stavolta le associazioni
saranno presenti alla rassegna Friuli Doc anche con un proprio stand per presentare le proprie attività e iniziative. Ai visitatori verrà
consegnato un volantino confezionato per l'occasione, con la storia ventennale dell'associazione udinese, l'immagine dei famosi manifesti e una mappa
mondiale che raffigura gli Stati del mondo dove agli omosessuali vengono riconosciuti i propri diritti e anche quelli in cui gay e lesbiche sono puniti
o uccisi per il loro orientamento sessuale. «L'Italia - afferma il vicepresidente di ArciGay Udine, Giacomo Deperu - in questa mappa si colloca ancora
in una zona grigia. Non ci sono multe, detenzioni o condanne a morte ma sul fronte dei diritti, a differenza della maggioranza assoluta dei Paesi
dell'Unione europea - conclude - siamo ancora all'anno zero». (ANSA).
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Troveranno spazio in via Savorgnana dove saranno pubblicizzate altre iniziative
IL CASO
Erano stati affissi nel maggio scorso in città e più volte "oscurati"
Il vicepresidente dell'Arcigay Deperu: così la gente discute di omofobia
Lo avevano annunciato lo scorso 17 maggio in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia, quando a Udine e Pordenone erano state affisse
centinaia di manifesti con la scritta "Civiltà prodotto tipico friulano" riproducenti un bacio omosessuale anche in versione saffica.
Detto e fatto, ieri ArciGay e ArciLesbica hanno confermato che i manifesti dei baci gay saranno presenti anche a Friuli Doc.
Un'altra provocazione? «Non si tratta di provocazione – è la replica di Giacomo Deperu, vicepresidente ArciGay Nuovi Passi - nel senso che
se le "campagne" non devono provocare nulla nemmeno si fanno. Vero è, invece, che quanto organizzato lo scorso 17 maggio ha avuto il
pregio di aprire un dibattito a tratti anche spigoloso in tutte le famiglie del Friuli Venezia Giulia. E questo è sicuramente un grande avvenimento
e un grande risultato».
Dunque, nello spazio di via Savorgnana, ArciGay e ArciLesbica, accompagnati dai ragazzi dell'associazione studentesca "Iris", presenteranno
le proprie attività e iniziative. E lo faranno, appunto, davanti ai famosi manifesti, saliti agli onori della cronaca nazionale per il bacio
omosessuale scambiato a un tavolo imbandito con prodotti tipici friulani come vino, formaggio e prosciutto. E al pubblico che passerà davanti
allo stand verrà consegnato un volantino, confezionato appositamente per l'occasione, che riproduce anche l'immagine dei famosi manifesti.
Non soltanto, ma nel volantino ci sarà spazio pure per un breve riassunto della storia dell'associazione friulana, tra le prime nate in Italia
e che proprio quest'anno spegne venti candeline. La campagna, infatti, coincide anche con la celebrazione dei vent'anni di attività di ArciGay a Udine,
nata nell'ottobre del 1990 in difesa dei diritti della comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale locale.
Difficile prevedere se l'iniziativa degli omosessuali scatenerà anche questa volta tutta una serie di reazioni. Come si ricorderà, nei
giorni successivi il 17 maggio scorso i manifesti gay erano stati oscurati. Ad assumersi la paternità del gesto era stato Ernesto Pezzetta,
esponente de La Destra. Non solo, ma in molti avevano giudicato l'iniziativa dell'Ersa - che aveva fatto affiggere centinaia di manifesti per
promuovere i nostri prodotti tipici con la scritta "Friulano, un vino, un popolo, uno stile di vita" che riproduceva immagini tipiche
dell'iconografia friulana - come una sorta di controffensiva nei confronti di quanto organizzato poche settimane prima dall'Arcigay. Il direttore
dell'Ersa Mirko Bellini aveva assicurato che non si era trattato di una replica polemica. Ma all'Ersa da diversi fronti, anche politici, erano arrivate
parole di plauso per quella che era stata definita una "garbata", ma ferma risposta a quella che, invece, da molti era stata giudicata
«un'inutile provocazione avallata dalla giunta Honsell».
di Domenico Pecile
(Messaggero Veneto, 15 settembre 2010, pagina3 - Udine)
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