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PETRA
«Alcune persone hanno avuto difficoltà ad accettare la mia
bisessualità, sono rimasti un po' di stucco. La mia migliore amica è caduta dal cielo...»
Ho scelto di farmi intervistare per dare un contributo al Forum dell'Arcilesbica di Udine e per condividere con altre persone
quelle che potrebbero essere delle storie in comune. Spero così di poter dare il mio piccolo contributo.
La mia situazione familiare non è mai stata molto rosea perché avevo una sorella malata quindi già
sapevo che prima o poi l'avrei vista morire. Ho sofferto per questo fatto e soffro ancora perchè per stare vicino a mia
madre ho dovuto dimostrare di essere forte. Tutti mi dicevano: "Stai vicino a tua madre perché ha perso una figlia",
sottovalutando il fatto che io avevo perso una sorella anche se non è che avessi avuto uno stretto rapporto con lei.
Perché avevamo caratteri quasi opposti come può capitare di solito tra fratelli e sorelle: se lei vedeva bianco
io vedevo nero... Questo fino all'adolescenza circa. E sul più bello, mentre ci stavamo avvicinando l'una al mondo
dell'altra, è venuta a mancare lasciando dentro di me un vuoto incolmabile.
E' morta che aveva 24 anni (io ne avevo 23) e proprio in quel periodo cominciavamo ad avere interessi in comune.
Ho avuto un padre che è deceduto recentemente e che si dava all'alcool solo che mia madre l'aveva scoperto poco dopo
il matrimonio.
Questa premessa ti fa capire che io non ho potuto vivere l'adolescenza in modo spensierato come gli altri anche se sono
sicura che al mondo ci sono persone che hanno sofferto e soffrono per situazioni ben peggiori delle mie.
Se penso che questo abbia influito sul mio orientamento sessuale? No, quello non credo, però ho iniziato a frequentare
i ragazzi tardi, a 18 anni mentre le mie coetanee già a 16 anni uscivano con i primi fidanzatini. E invidiavo la loro
situazione mentre io lavoravo di fantasia.
Ho avuto il primo ragazzo a 19 anni. Io abito in provincia di Udine mentre lui era del Monfalconese. Una cosa che ho notato in
me stessa è che non ho mai avuto storie del tipo "frequentazione, approfondimento del rapporto e poi eventualmente
l'approccio di tipo sessuale". Sono sempre partita in quarta. Sempre con tutti.
Io andavo ancora a scuola mentre lui era figlio di imprenditori; nonostante i suoi 18 anni era più maturo degli altri
ragazzi. Con lui ho avuto il primo approccio nell'interesse fotografico. Mi ha fatto vedere i posti dove abita; facevamo anche
le passeggiate nei sottoboschi, nel Carso. Per me andava bene questo rapporto anche semplicemente per il fatto che uscivo di
casa, per evadere da quella situazione da schifo in cui ho sempre vissuto.
C'è stato poi il secondo ragazzo che ho conosciuto saltando la scuola con la mia migliore amica. E' capitato per puro
caso che volessi stare a casa e anche lei. Casualmente, ci siamo telefonate e ci siamo dette: "Dai, andiamo a fare un giro in
spiaggia". Lui era un italo-argentino, biondo, con le lentiggini, un ragazzo molto salutista. Con lui è stata una
storia breve (ci sono stata 6 mesi, con il primo ragazzo invece 4). Ho sempre lasciato io perché mi stufavo e sentivo
anche di essere insoddisfatta... Cercavo qualcosa di più ma non capivo cosa potesse mancarmi. Con lui è stata una
cosa un po' più sofferta. Preferisco non aggiungere altro in merito a questo.
Dopo di lui ho avuto un flirt estivo e poi c'è stato un ragazzo con il quale sono stata due anni e per il quale mi sono
completamente annullata. Completamente. Era un ragazzo sempre della provincia di Udine di un paese vicino al mio. Lui era
proprio un "furlano furlano", del tipo: «La domenica bisognava vestirsi bene perché è giorno di festa». Capirai!
Dovevo vestirmi bene per andare a bere la birra al bar? E poi mi ha dato parecchio fastidio perché essendo studentessa
non avevo le possibilità economiche di prendermi dei bei vestiti: ho sempre avuto roba riciclata dai vicini di casa
finché non ho trovato un lavoro ed ho iniziato a prendermi quello che mi piaceva.
Poi anche a livello alimentare mi avevano sconvolta. Mi costringevano a mangiare le cose che faceva sua madre (alla fine sua
madre comprava le cose pronte) e per non offendere la sua famiglia io dovevo mangiare tutto anche quando ero sazia o non
gradivo.
La domenica pomeriggio lui mi veniva a prendere, mi vedeva arrivare. Io la domenica volevo stare rilassata, mi volevo mettere
anche la tuta. Lui mi diceva: «Ma sei vestita così? Dai, torna dentro, cambiati!». Facevo quello che mi diceva lui anche
se non mi andava. Poi tra l'altro non mi dedicava le attenzioni che in teoria una persona dovrebbe dedicare ad un'altra, che
sia uomo, che sia donna. In un rapporto secondo me è importante che ci si dedichi l'uno verso l'altra. Lui non l'ha mai
fatto. Io mi sono sentita umiliata. Non stavo per niente bene.
Durante l'ultima stagione estiva una collega mi presentò Federica, una ragazza lesbica (si capiva) molto carina per la
quale presi subito una cotta (ancora oggi è nei miei pensieri... ora è l'ideale di ragazza che vorrei
frequentare). Se la incrociavo per strada e c'era anche il mio ragazzo sentivo solo "prese in giro" nei suoi confronti... Mi
rattristava molto questa sua reazione. Era ingiusto nei confronti di Federica e nei miei.
Tra l'altro era la stessa Federica che avevo visto un paio di mesi prima lavorare come barista in un hotel. Infatti mi era
già capitato di prendermi una cotta per una ragazza. Avevo accompagnato un mio amico dj ad una serata in un hotel in cui
doveva suonare e questa ragazza faceva la barista in quell'albergo. Però per me, inizialmente, era un ragazzo a tutti
gli effetti... Solo dopo, a fine serata, quando l'ho incrociata al bagno ho capito che era una ragazza. Era tutta la sera che
volevo conoscere quella persona. Quando ho capito che era una ragazza non mi è cambiato nulla, anzi, aiutata da un'amica
sono riuscita a capire chi era, dove abitava, avevamo fatto proprio un'indagine. Ero veramente presa. Non sono riuscita ad
approfondire il rapporto purtroppo. Ci siamo riviste dopo un paio di mesi perché io lavoravo (facevo la stagione estiva)
e lei aveva un'amica nonché mia collega di lavoro. E così ho avuto occasione di conoscerla anche se so per certo
che se mi incrocia per strada neanche si ricorda di me.
Lei non ha assolutamente idea di quanto abbia influito su di me, di quanto ancora continui a pensare a lei.
Per me lei oggi è diventata un ideale, cioè la persona che vorrei poter frequentare, con cui condividere gli
interessi reciproci e stati d'animo (i momenti felici e non). Insomma, se un giorno avrò mai una ragazza
indipendentemente da quale sarà il suo nome per me lei rappresenterà Federica, la ragazza che inconsciamente mi
ha aperto gli occhi e l'anima.
Non ho fatto niente per avvicinarmi a lei perché all'epoca quando già la conoscevo se avesse avuto un interesse
per me credo che mi avrebbe cercata avendo avuto una conoscenza in comune con me.
Mi sarebbe piaciuto conoscerla meglio solo che in quel periodo frequentavo un ragazzo. Mi sembrava strana la cosa. Mi sembrava
strano il fatto di essere attratta da una ragazza quando invece io ero etero. Appena adesso sto prendendo coscienza che sto
cambiando in qualche cosa. Non so ancora in che direzione finirò. Se sono bisessuale oppure etero con una sbandata. Ora
come ora non mi spaventa un approccio al mondo femminile. Anche parlandone con le ragazze alla chat mi dicono: "E' bello!". La
cosa che non mi piace sono le ragazze etero che hanno voglia di trasgredire. Perché io ho un'amica che è
così però lei lo fa perché le intriga fare queste cose.
Un giorno lei mi ha detto: "Tu devi provare ad andare a letto con una ragazza perché è veramente bello".
Il pensiero, sì, mi stuzzica, però non mi piace molto l'idea di fare una cosa del genere con una ragazza etero
che lo fa solo per togliersi degli sfizi...
Penso che tra lesbiche, bisessuali o quel che si è, al di là anche del rapporto sessuale, l'importante è
l'amicizia. Perché credo che sarei più capita e forse capirei di più.
C'è stato un ragazzo con cui sono stata 7 anni. Questo ragazzo è stato quello con cui ho avuto abbastanza
problemi anche psicologici. Anzitutto perché lui mi vedeva come una facilona. Inoltre, quando io cominciavo a parlare
con lui di bisessualità perché il pensiero di Federica era ormai radicato in me, lui mi bloccava dicendo: «Io
voglio restarne fuori, non voglio saperne niente, se devi vivere una cosa del genere non considerarmi, la storia finisce qua
perché per me queste cose non esistono». Quindi per 7 anni ho accantonato completamente la bisessualità e sono
andata in terapia perché pensavo di avere dei problemi seri. In realtà non ne ho!!
Poi ho conosciuto Kris: un ragazzo d'oro! Ogni volta che lo vedo vivo sempre dei momenti belli, vivo la giornata. Come se
fosse l'ultimo giorno cerco sempre di godermi tutti i momenti con lui. Che sia anche solo il fatto di mangiare assieme o fare
una passeggiata o sentirlo mentre suona la chitarra. Per me è sempre una gioia ed è il ragazzo con cui
finalmente ho avuto dei colloqui, con cui mi sono completamente aperta. Discutendo una sera con lui ho "vomitato" tutto quello
che avevo dentro... Compresa la questione della bisessualità.
A livello confidenziale a lui ho detto delle cose che nemmeno alla mia migliore amica ho mai raccontato. Ed è una cosa
reciproca.
Che cosa mi manca se sento di star bene con questo ragazzo?
Forse è proprio quel qualcosa in più che sono adesso che mi porta a cercare una ragazza. Perché ora come
ora non mi sento etero.
Vorrei vivere un'esperienza con una ragazza, qualche cosa di spensierato. Nel momento però in cui dovesse esserci una
storia seria, lì dovrei fare quattro chiacchiere con mia madre. Se vuoi vivere serenamente è importante dirlo.
Non dico di sbandierarlo in piazza però rendere partecipi le persone che ti stanno più vicine, sì.
Che cosa mi attira in una ragazza?
Per me è un'attrazione sia fisica che mentale. Tra l'altro da poco tempo sto prendendo coscienza che sono bisessuale
perché comunque continuo a frequentare anche i ragazzi e anche se al momento non ho vissuto nessuna storia con ragazze,
mi sento serena.
Non è facile parlare con tutti di bisessualità. Mi viene più facile parlarne con chi non conosco oppure
con la mia migliore amica ma a mia madre non ne parlo proprio, più che altro perché non sento di aver avuto un
importante rapporto familiare. Sento di non aver avuto mai né una madre, né un padre. Con tutto il rispetto che
comunque porto verso mia madre, per tutti gli sforzi che fa anche nel sostenere le spese, la casa.
C'è stato un episodio che mi ha segnato profondamente nell'adolescenza: io a mia madre non ho mai detto quel che penso,
però è capitato che avessi preso una cotta per un ragazzo che poi ho scoperto essere gay (tutti io me li becco
perché non è l'unico!) e volevo andare per forza a trovarlo ma pioveva, era una giornata invernale e comunque mi
sarei dovuta spostare in corriera. Mia madre, nervosa per le mie insistenze ha semplicemente detto: «Sei come una cagna in
calore!». Per questa frase il rapporto è finito, punto e basta, perché mi aveva detto una cosa cattiva.
Fortuna che ho la mia migliore amica, che ascolta quello che con mia madre non c'è a livello di colloquio: la conosco
dal primo giorno di asilo.
Io e lei avremo litigato, credo, un paio di volte in tutta la nostra vita; parlo di litigate importanti non di piccole
stupidaggini.
Se ho avuto altre parentesi con ragazze dopo Federica? No, ma sono fiduciosa! Confesso che ho anche un po' di paura
perché finora ho conosciuto solo gli uomini. Non saprei da dove iniziare con una donna... pur essendo io una donna!
Grazie al forum dell'Arcilesbica di Udine ho notato che avere un'amicizia con questa cosa in comune aiuta a condividere le
reciproche esperienze, gli stati d'animo che sia rabbia, tristezza, seghe mentali.
Non cerco un rapporto d'amore con una ragazza al momento; lascio che gli eventi facciano il loro corso. L'importante è
che secondo me degli incontri vadano fatti, perché non puoi restare rinchiusa nella tua stanza davanti ad un monitor
anche perché non c'è un rapporto; potrebbe iniziare così ma poi se vuoi che si evolva qualcosa, devi
comunque uscire da lì.
Mi sono rivelata alla mia migliore amica, e a poche altre persone. Alcune hanno avuto difficoltà ad accettare la mia
bisessualità, sono rimasti un po' di stucco. La mia migliore amica è caduta dal cielo; un mio amico stava
mangiando un panino e gli stava andando quasi di traverso, mi ha riso in faccia, non sapeva che dire. Invece devo essere molto
grata al ragazzo che frequento perché litigando con lui è successo che ho vomitato fuori questa cosa che mi
tenevo dentro da ormai 10 anni.
La mia migliore amica mi dice sempre, che io stia con un ragazzo o una ragazza: «Vai con i piedi di piombo», perché
sono talmente istintiva che pago le conseguenze dei miei errori. A volte va bene, a volte va male. Lei invece è
l'opposto, è completamente riflessiva. Lei mi dice: "Devi attrarre la persona per gli interessi, per ciò che sei
e poi di conseguenza ci sarà l'approccio sessuale.
Quei pochi altri amici gay mi hanno detto in particolare: «Soffrirai per questa cosa» (bisessualità). Dicendolo
probabilmente per esperienza personale. Mi hanno messo in guardia dicendomi: «E' un mondo di sofferenza». Forse perché
viviamo in un paese prettamente cattolico.
Sono stata alla festa delle Amazzoni il 21 ottobre 2006 a Udine. Ci sono rimasta un po' male perché pensavo che avrei
avuto la possibilità di essere un po' più coinvolta dalle persone che già si frequentano perché
era la prima festa lesbica a cui andavo, a parte le "serate dedicate" a Trieste alle quali andavo con i miei amici gay.
La festa delle Amazzoni sembrava più una festa privata tra persone che già si conoscevano. Io sono rimasta
lì nel mio angolino, nel mio divanetto con le ragazze che ho conosciuto nel forum. Ho conosciuto un paio di ragazze del
forum dell'Arcilesbica di Udine.
Lì alla festa c'era anche Kris che mi ha accompagnata (penso che qualcuno l'abbia anche puntato quella sera...).
Mi sono sentita intimidita alla festa perché io di mio non mi avvicino a chi non conosco, ho bisogno di essere
stimolata. Se qualche ragazza si fosse avvicinata a me, mi sarebbe stato molto più facile.
Ho visto che questo tipo di festa è per una cerchia ristretta. Preferisco piuttosto trovarmi in un bar a fare quattro
chiacchiere magari sorseggiando una birra.
Se ho fatto degli incontri con qualche ragazza?
Mi sono incontrata in centro a Pordenone con una ragazza conosciuta sul forum e già da subito ho notato degli interessi
in comune ed è stato molto bello perché comunque hai degli argomenti di cui discutere. Considerando poi, che io
sono abbastanza timida, devo essere stimolata, mi sono sentita bene. Ho passato 3 ore e mezza piacevoli. Abbiamo parlato di
teatro, di fotografia, delle mie esperienze e delle sue. Se dovesse iniziare una storia mi piacerebbe che iniziasse proprio
così.
La cosa che mi spaventava di incontrare una ragazza via web, era di conoscere la classica "ragazzetta da piazza". Preferisco
aver conosciuto quella ragazza a Pordenone così com'è: bella dentro, carina fuori, genuina e piena di
argomenti.
Mi era capitato di aver conosciuto una ragazza di 17 anni via chat sul forum. Quando ho saputo la sua età, ho cercato
di bloccare la sua conoscenza. Questa ragazza mi diceva: «Io sono lesbica!». Io ho 30 anni e sto prendendo appena adesso
coscienza di qualche cosa che sta nascendo in me e mi sembrava strano che un adolescente fosse già consapevole di
essere lesbica... eppure capita anche prima... (che strana la vita) oppure si era presa solo una cotta? Chissà...
Se si nasce o diventa omosessuali?
Bella domanda! Credo che sotto sotto c'entri qualcosa di genetico... Ognuno la pensa a modo proprio poi. Quindi, secondo me
si nasce. Poi prenderne coscienza, viverlo o nasconderlo è un'altra cosa.
Se credo che una lesbica sia un uomo mancato?
Sono una "debuttante", le domande complicate non fanno per me ora!
Ma forse una donna lesbica (o non) resta pur sempre una donna.
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