.:  LE NOSTRE STORIE  :.

 

YULA

...mentre stavo preparando la tavola gli faccio

«Bon, lo sai che la zia è lesbica? Ecco, anch'io sono così»...

 

Il primo ricordo che ho è di quando avevo 7 anni... un vago ricordo di bambina, di quando ero in seconda elementare... guardavo le altre bambine... anche se poi, vivendo l'adolescenza, non pensavo poi tanto a questo mio modo di essere. Ho avuto un'amica del cuore per tantissimi anni e lei mi piaceva molto... siamo state molto amiche dagli 8 fino ai 16-17 anni.

A 17 anni, in terza superiore al liceo Pedagogico Sociale, sono sorti i primi problemi quando, durante una gita, dissi che mi piaceva una ragazza della mia classe; la cosa scandalizzò in generale un po' tutti e la ragazza che mi piaceva era spaventata tanto che mi prendeva in giro. La cosa poi è morta lì e io ho continuato la mia vita di sempre.

A 18 anni era successo un altro episodio spiacevole: durante una sagra mi sono trovata con un ragazzo che si voleva mettere insieme a me: lui era evidentemente alla ricerca disperata di una ragazza e io ho accettato pur sapendo che non mi piacciono i ragazzi... diciamo che l'ho fatto perché volevo provare a vedere se poteva piacermi stare con un ragazzo ma in realtà mi sono fatta solo del male, e tanto, perché ero molto a disagio. Il ragazzo sembrava molto preso da me e io non riuscivo mai a dirgli che tra noi non poteva funzionare. Dopo sette giorni finalmente l'ho mollato e lì ho capito che non potevo tradire la mia natura. Infatti, tre anni dopo, mi è successa la stessa cosa e ho detto al ragazzo che voleva provare a stare con me il mio essere lesbica anche se l'ho detto con fatica perché non ero ancora serena di questa mia condizione. Lui tra l'altro l'ha presa molto male perché figlio di quel pensiero ultra cattolico per cui l'amore deve esistere solo tra un uomo e una donna. Comunque so in entrambi i casi di non aver perso niente di importante.

 

Poi a 22 anni ho conosciuto Francesca (il nome è di fantasia) e con lei ho capito cosa voleva dire essere innamorati di qualcuno che non lo è di te. Lì ho sentito davvero il problema. Ancora adesso penso a questa ragazza anche se con il tempo mi sono sforzata di distaccarmi dal forte sentimento che provo per lei.

E' cominciato tutto per caso... L'incontro vero e proprio è stato durante uno sciopero delle corriere: mentre aspettavo in stazione dei treni, casualmente vedo questa ragazza che avevo già notato in precedenza, la saluto, e finisce che facciamo il viaggio assieme. I rapporti poi si sono sempre più stretti... Ho scoperto così una ragazza molto profonda dal punto di vista culturale, cosa che mi affascina molto nelle ragazze in genere. Anche se ci sono state delle profonde divergenze caratteriali per cui anche dal punto di vista amicale è sempre stata una relazione molto tormentata. Io sono molto estroversa, molto esuberante... alle volte dico cose alle quali non do importanza. Lei invece, essendo molto riservata, queste cose le prendeva molto a cuore. Per cui già dal punto di vista emotivo le cose non erano cominciate benissimo... Poi però, conoscendoci meglio, la differenza di carattere è passata quasi in secondo piano e le cose sono andate meglio. Io le ho sempre rivelato la mia profonda amicizia, cosa che in quel momento sentivo profondamente, non ne ero innamorata ancora... Appena mi sono accorta di quello che realmente provavo per lei gliel'ho detto, mandandole un sms. Il problema è che lei mi ha sempre assecondato: se sapeva che volevo vederla, uscivamo; se le dicevo che volevo tenerle la mano o abbracciarla, nel 90% dei casi lo faceva. Questo è stato un problema enorme perché abbiamo portato avanti questa relazione per un anno e mezzo; dal punto di vista suo era d'amicizia mentre dal mio era amorosa. Tutto quello che pensa una persona innamorata molto spesso è solo una distorsione, non è reale. Bisognerebbe essere riportati di più su una linea di calma, di razionalità... e invece lei mi ha sempre detto: «Io faccio quello che mi chiedi, quello che senti. Penso così di esserti amica». In realtà mi faceva solo del male... Gradatamente avrebbe dovuto distanziarsi sempre di più.

Adesso comunque la situazione è serena, non ci sono problemi, anche se ogni tanto penso a questo amore non realizzato e mi chiedo come sarebbe stato se...

A me ha fatto molto male quando per lungo tempo lei è stata fidanzata e non me l'ha detto. Io da un lato le voglio molto bene però mi rendo conto che spesso la mente ti porta su una strada sbagliata, verso sentimenti come la gelosia che non hanno ragione di esistere... anche verso il suo ragazzo, che per carità è una persona tanto cara, non mi sta antipatico...

Se ci siamo mai baciate? No, magari! Io avrei voluto provarlo... sarebbe stato il mio sogno. Ecco, alle volte capitava quell'abbraccio, che magari lei non voleva darmi... però la mia era proprio una richiesta, che lei non mi negava... io lo sapevo, e infatti poi ne avevo sempre paura, paura di quello che pensava. Questa cosa però mi ha insegnato a riflettere prima di affezionarmi troppo ad una ragazza eterosessuale... magari si può raggiungere un certo livello di affinità, ma cerco comunque di mantenere le distanze.

Per noi donne forse è un po' più facile vivere l'intimità anche in pubblico. Due uomini eterosessuali non si tengono per mano, difficilmente si abbracciano davanti ad altra gente, mentre se lo fanno due ragazze eterosessuali nessuno si volta stupito... per cui anche per due ragazze omosessuali è più facile esprimere la propria affettività in pubblico.

A mia madre non ho mai potuto parlare di me, purtroppo non c'è più da molti anni. In ogni caso non era l'età in cui sentivo il bisogno di dirlo, né avevo vissuto esperienze con altre ragazze. Non credo che mia madre avrebbe fatto dei problemi... Adesso non so se lei avrebbe voluto che mi facessi una famiglia, non lo so... però sua sorella è lesbica come me, quindi alla fine sicuramente sarebbe stata tollerante, come lo è stata con lei...

Che rapporto ho con mia zia? A dire il vero non molto stretto, lei vive in America e ci sentiamo poco. Certo mi dispiace non vederla... Il fatto è che lei non sa che io sono lesbica, la distanza non aiuta molto il dialogo, abbiamo uno scambio di mail elettroniche ogni tanto ma a parte questo nient'altro...

Con mio padre invece è una cosa piuttosto chiara, nel senso che lui sa che sono così. Non è tanto che gliel'ho detto, ma è stata una cosa molto tranquilla, del tipo, mentre stavo preparando la tavola gli faccio: «Bon, sai che la zia è lesbica? Ecco, anch'io sono così...». Senza tanti preliminari... io glielo volevo proprio dire, perché stavo male, mi sembrava di nascondere qualcosa... in realtà non è così: non è che perché sei lesbica la tua vita va in quella direzione là e basta... la tua vita va come va e basta! A mio padre sentivo l'esigenza di dirlo, una questione di sincerità insomma, per dirgli che non so se mi farò mai una famiglia, se avrò dei figli...

Lui non ha reagito male, anzi, non ha fatto una piega... ma mi ha detto una cosa che non ho ben capito: «Queste sono questioni private», come per dire che la sessualità è una questione privata... Non ho capito, e non voglio approfondire, cosa intendesse davvero... in fin dei conti mi ha detto di avere avuto diversi amici omosessuali, che non è un problema, a lui non interessa la sessualità delle persone... In ogni caso non abbiamo mai affrontato molto approfonditamente certi argomenti, anche se abbiamo comunque un bellissimo dialogo... è pur sempre mio padre, non mia madre, il rapporto è diverso. Io con lui mi sono sempre aperta, anche su cose importanti, il modo di concepire la vita, la religione, il teatro... lui mi ascolta, molte volte dice la sua, ma non è una persona molto espansiva. Il bellissimo rapporto che ho con mio padre è un po' diverso, è fatto di sguardi, di abbracci, di affettività che tra padre e figlia non sono poi così scontate. Mi dà tanta tranquillità, assolutamente... mi dice spesso: «Mai paura!».

Prima di parlare con mio padre avevo chiamato Eva dell'ArciLesbica di Udine al telefono, chiedendole se facevo bene a dirglielo o no. Siamo state mezz'ora al telefono e pure lei mi ha raccontato la sua esperienza che mi ha dato un po' di coraggio.

Quando ho incontrato la prima ragazza lesbica? Ad una festa organizzata dall'ArciLesbica lo scorso ferragosto 2006... prima di allora non avevo mai visto una ragazza lesbica, se non su gay tv... I miei primi contatti con ragazze però risalgono a quando nel mese di giugno-luglio ho scritto via e-mail a Eva.

Io sono molto informata, nel senso che leggo, vedo il canale satellitare, ecc... quindi pregiudizi o fantasie mie non ci sono. Ci sono delle ignoranze di base sicuramente, del tipo sulla prevenzione sessuale delle lesbiche e sui diversi modi di fare sesso posso immaginarlo, ma di fatto non lo so, non avendolo ancora mai fatto. Penso comunque che il sesso sia una cosa molto naturale e che bisogna eliminare il pregiudizio che noi donne per fare sesso abbiamo comunque bisogno per forza di strumenti o attrezzature particolari: si fa e basta.

Certo, un'esigenza molto forte è quella di confrontarmi con altre ragazze lesbiche. Io non penso molto al rapporto sessuale, che in futuro magari ci sarà, ma penso piuttosto al rapporto affettivo, al bacio, all'abbraccio, che tante volte è molto più intenso di un rapporto sessuale. Cerco il dialogo, soprattutto una ragazza che sia simile a me, ma non uguale... anche se molte volte mi sembra quasi che non ci sia niente intorno a me, che non ci siano persone che condividono i miei gusti, le mie esigenze...

Come vedo il mio futuro? Fino a qualche tempo fa ero abbastanza pessimista, vedevo la vecchiaia come una situazione di solitudine, senza figli, magari anche lontano dai parenti... tutt'oggi, a causa delle esperienze negative che ho vissuto, la vedo molto dura il fatto di incontrare una persona che mi dia le stesse sensazioni che mi ha dato la ragazza di cui mi ero innamorata. E' anche vero che più vado avanti e più mi rendo autonoma, ho più possibilità di incontrare nuova gente... e la situazione da "single", semmai dovesse essere quella il mio futuro, non mi dispiace... è una situazione tranquilla, mi sento in pace con me stessa... ci sono dei momenti in cui mi sento da Dio da sola, non è per niente un problema. Io molte volte mi immergo nella natura, nel silenzio, e sto bene! Questo non significa che non stia cercando una ragazza, anzi!

La questione legata alla solitudine sicuramente mi deriva dalle perdite che ho avuto nella mia vita, prima di tutto quella di mia madre. E quello che mi farà sentire ancora più sola sarà la perdita di mio padre... questa è una delle poche cose che mi spaventa tanto.

In ogni caso non so cosa mi succederà in futuro, e non mi piace nemmeno pensarci troppo... so che mi sposterò per cercare sempre di non stare con gente mediocre, per non accontentarmi mai. Alle volte si tende ad impigrirsi, a stare con persone superficiali... e io non voglio certamente questo per il mio futuro.

 

Tengo a dire che ho voluto raccontare la mia storia per dare il coraggio a tutte le ragazze e i ragazzi omosessuali di raccontare la loro; per far vedere che siamo in tanti, che non siamo invisibili come molte volte, troppo spesso si pensa e che essere omosessuali non significa proprio niente, è una condizione come quella di un etero con la differenza che abbiamo meno diritti perché alcuni pensano che non siamo in grado di essere genitori mentre le statistiche mostrano il contrario, che non possiamo sposarci. Almeno è così qua in Italia... La visibilità, ne sono cosciente, ha un prezzo molto alto ma io voglio vivere nell'autenticità al costo di dover soffrire per questo. Penso che l'importante sia trasmettere l'amore con la A maiuscola e questo può farlo chiunque, che sia gay, che sia etero...

 

Contatto: yulareginato@libero.it).

 

 

 

 

 

 

 

 

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